Strage Isis in Siria

Strage a Sweida, in Siria. Il sedicente Stato islamico ha rivendicato la responsabilità degli attacchi che hanno insanguinato la città nel sud del Paese. Lo riferisce l'agenzia di stampa Dpa, che riporta un comunicato Isis in cui si parla dell'uccisione di "apostati" e del ferimento di decine di persone. "I soldati del califfato - afferma il messaggio - hanno sferrato un attacco contro obiettivi della sicurezza e del governo nella città di Sweida".

E continua a salire di ora in ora il bilancio della strage: le ultime notizie dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, gruppo di attivisti vicino all'opposizione con sede nel Regno Unito, parlano di almeno 183 morti dopo i quattro attacchi suicidi che hanno colpito la città e a causa dei combattimenti tra lealisti e jihadisti nell'area a nordest di Sweida. Tra le vittime - ha precisato il direttore dell'Osservatorio, Rami Abdel Rahman - ci sono 89 civili e 94 combattenti filogovernativi. Per gli attivisti si tratta della strage più grave mai registrata nella zona di Sweida dal 2011. Secondo Rahman, si contano inoltre 45 morti tra i jihadisti Isis, compresi sette attentatori suicidi.

Si intensificano intanto i combattimenti tra i lealisti e l'Isis nelle aree a nordest della città: notizie non confermate riportate dalla Dpa parlano di ostaggi nelle mani dei terroristi. Su Facebook la rete Sweida News Network, che cita fonti mediche, ha riferito di almeno 90 civili uccisi a Sweida e nelle zone limitrofe.