È morto l’enologo piemontese che ha firmato uno degli aperitivi più iconici d’Italia. Dalla Val d’Ossola alla pubblicità di Carosello, la storia di un’invenzione diventata costume
"L'analcolico biondo che fa impazzire il mondo" non è stato solo uno slogan pubblicitario: è stato un pezzo di immaginario collettivo italiano. Dietro quella formula entrata nella memoria di generazioni c’era Maurizio Gozzelino, enologo piemontese e 'mago delle essenze', morto nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 maggio all’età di 91 anni, come hanno annunciato oggi la moglie Marisa e la figlia Barbara. Con lui scompare l’uomo che ha contribuito a dare un’identità al Crodino, l’aperitivo analcolico nato nel cuore della Val d’Ossola e diventato nel tempo un simbolo dell’aperitivo “all’italiana”, capace di attraversare decenni di pubblicità, televisione e costume.
Originario di Saluzzo e formatosi all’Istituto Enologico di Alba, Gozzelino approda nel comune piemontese di Crodo nei primi anni Sessanta, chiamato dall’imprenditore Piero Ginocchi alla Terme di Crodo Spa. È una fase di trasformazione: lo stabilimento, fino ad allora dedicato all’acqua minerale delle sorgenti della Valle Antigorio, si prepara a entrare nel mondo degli aperitivi. In questo contesto nasce l’intuizione che cambierà tutto. Nel 1965 vengono prodotte le prime 53.835 bottigliette di Crodino. La ricetta - ancora oggi segreta - viene messa a punto da Gozzelino: un equilibrio calibrato di erbe, spezie e radici, tra cui vaniglia, scorza d’arancia, zenzero, assenzio, coriandolo e chiodi di garofano, unito all’acqua minerale locale e affinato in botti di rovere per mesi Il risultato è un gusto nuovo, immediatamente riconoscibile, che trova presto la sua consacrazione fuori dal laboratorio. La spinta decisiva arriva dalla comunicazione: gli spot di Carosello sulla Rai degli anni '60 e '70, le campagne pubblicitarie firmate da registi come Roberto Gavioli e la forza di un linguaggio semplice e memorabile trasformano il Crodino in un fenomeno nazionale. E lo slogan diventa leggenda.
Dietro il successo industriale e mediatico, però, resta la figura di Gozzelino, tecnico rigoroso e innovatore silenzioso, spesso ricordato come l’uomo che ha saputo tradurre l’arte delle essenze in un prodotto popolare. Nel corso della sua carriera lavora anche tra Torino, Milano e l’estero nel settore essenziario e liquoristico, ma il legame con la Val d’Ossola resta centrale. Nel 2016 riceve il premio Ginocchi d’Oro dal Centro Studi Piero Ginocchini e nel 2021 viene nominato cittadino onorario di Crodo. I funerali si svolgeranno martedì 26 maggio, alle ore 10, nella parrocchia di Santa Maria della Stella a Rivoli (Torino).