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El Greco architetto di altari nelle foto di Bérchez

Al Palladio Museum di Vicenza dal 28 febbraio l'apsetto meno conosciuto dell'attività del pittore rinascimentale

CULTURA
El Greco architetto di altari nelle foto di Bérchez

Il Palladio Museum di Vicenza, in occasione del quarto centenario della morte di Doménikos Theotokópoulos detto 'El Greco' (Candía, Creta, 1541 - Toledo, 1614), propone, dal 28 febbraio al 14 giugno prossimi, una mostra che svela l'aspetto forse meno conosciuto dell'attività artistica del grande pittore rinascimentale, ovvero il suo lavoro come architetto nell'arte del retablo, la progettazione di altari.

La mostra, 'El Greco, architetto di altari', è costruita sulle fotografie di Joaquín Bérchez, uno dei più noti storici dell’architettura spagnoli che da molti anni è anche un fotografo professionista e usa appunto la fotografia come strumento di narrazione e di creazione visiva dell’architettura e del paesaggio.

El Greco, formatosi prima a Creta e poi a Venezia e Roma, nel 1577 si trasferì a Toledo. Nella città spagnola il sistema di produzione delle immagini era ben diverso da quello italiano e l’artista realizzava non solo i dipinti ma anche i grandi altari che li incorniciavano, i retablos appunto. Insieme al figlio Manuel, si occupò dell’intaglio dell’assemblaggio e della doratura degli elementi architettonici per le pale.

A Toledo El Greco si fece notare per lo stile personale, per un particolare gusto nell’uso dell’oro brunito, eredità dei primi anni di formazione trascorsi a Creta. Le architetture di avanguardia conosciute durante i soggiorni a Venezia e Roma, in particolare quelle di Andrea Palladio e di Michelangelo, furono reinterpretate da El Greco e adattate agli usi e ai modi dell’architettura spagnola e soprattutto di Toledo.

'El Greco architetto di altari' vuole mostrare il ricco e complesso dialogo tra i dipinti dell'artista e le loro 'cornici': da intendersi non limitatamente agli altari che li contenevano ma anche alle architetture in cui questi erano inseriti. Joaquín Bérchez, grazie alla sua peculiare strategia fotografica e a un uso sofisticato del particolare e del frammento, svela la profonda conoscenza del linguaggio architettonico utilizzato da El Greco nei suoi retablos e i valori plastici che lo definiscono.

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