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Lo scavo del Palatino nord-orientale, da 15 anni didattica a cielo aperto

Dato in concessione alla Sapienza dal Mibact con il contributo della Fondazione Roma

CULTURA
Lo scavo del Palatino nord-orientale, da 15 anni didattica a cielo aperto

Lo scavo del Palatino nord-orientale

È una profonda passione quella che lega gli archeologi della Sapienza al versante nord-orientale del Palatino: lo scavo ha restituito in questi anni una serie impressionante di monumenti e di documenti e ha formato centinaia di giovani archeologi che per la prima volta qui hanno avuto la possibilità di imparare le procedure necessarie a condurre uno scavo secondo metodi scientifici.

Il mestiere dell’archeologo ai tempi di internet e del web è ancora fortemente legato alla manualità e richiede in qualche misura anche sforzo e fatica. A dare un’occhiata dall’alto del colle in questi giorni, il sito è un viavai di ragazzi con mascherine, cazzuole, picconi e setacci, tavolette da disegno, che si muovono sudati e attenti tra un intrico di ponteggi, guidati nelle attività dai professori, scesi dalla cattedra e pronti ad inginocchiarsi accanto a loro per mostrare come si distinguono strati e strutture, come si classificano i tanti oggetti restituiti dalla terra.

È cominciato tutto nel 2001 grazie alla concessione di quest’area da parte del MIBACT al Dipartimento di Scienze dell’Antichità, e anche quest’anno dal 1 giugno l’appuntamento con il Palatino si è rinnovato, giovandosi del contributo finanziario della Fondazione Roma, da sempre impegnata nel campo della formazione e già al fianco della Sapienza nella realizzazione di progetti didattici. In questo caso sono stati interessati circa 85 studenti che in due turni di 4 settimane si sono alternati sul sito, coinvolti in tutte le attività normalmente praticate in uno scavo stratigrafico: dallo scavo manuale alla realizzazione di planimetrie, sezioni e prospetti; dalla redazione di schede al trattamento dei reperti mobili (lavaggio, siglatura e prima classificazione), che saranno poi analizzati e studiati a campagna conclusa.

"Gli studenti hanno anche avuto modo di utilizzare strumentazione ottica ed elettronica innovativa per l’immissione e la gestione in banca dati delle strutture, dei manufatti, dei resti vegetali e animali", spiega la direttrice dello scavo Clementina Panella. È lei l’archeologa della Sapienza a cui si devono le scoperte effettuate in quest’area situata nel cuore di Roma, accanto al Colosseo, nel Parco Archeologico del Foro Romano e del Palatino. "Il nostro cantiere-scuola occupa un settore della collina con particolari valenze simbolico-sacrali, la cui storia, è stata ricostruita partendo dagli interventi moderni e medievali fino agli affioramenti geologici sui quali compaiono le prime capanne (X-IX secolo a.C.): tra questi due estremi, il cuore della città classica".

Questo è lo scenario in cui il Presidente della Fondazione Roma Emmanuele Emanuele e il rettore della Sapienza Eugenio Gaudio incontreranno il Soprintendente Francesco Prosperetti, gli archeologi e gli studenti al lavoro. "La formazione e l’istruzione sono alla base della crescita personale e dello sviluppo sociale della nostra comunità - sottolinea il Rettore - il sostegno della Fondazione Roma rappresenta un importante segnale di come la parte migliore della società civile sappia intervenire in un momento critico per il nostro Paese e lancia un segnale di speranza per le nuove generazioni".

"Siamo orgogliosi - dichiara il Presidente della Fondazione Roma, Emmanuele Francesco Maria Emanuele - di sostenere un progetto che unisce così tante direttrici della nostra azione: la valorizzazione del patrimonio culturale italiano, artistico e archeologico, che io considero il motore principale dello sviluppo economico, sociale e civile; l'investimento nella formazione delle giovani generazioni; la centralità delle nuove tecnologie, perché solo l'innovazione è in grado di fare la differenza, in un mondo sempre più competitivo".

Lo scavo archeologico della Sapienza Università di Roma, diretto dalla Professoressa Clementina Panella, è in corso di svolgimento sulle pendici nord-orientali del Palatino. Il cantiere occupa il versante del Palatino tra la Piazza del Colosseo e l’Arco di Tito lungo l’attuale via Sacra. Scavi e ricerche sono date in concessione da parte del MIBACT al Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza.

Lo scavo è inteso come un grande laboratorio che vede impegnati per due mesi l’anno studenti, allievi della Scuola di Specializzazione e dottorandi del Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Facoltà di Lettere e Filosofia e di altre università italiane e straniere, e degli allievi del Master interfacoltà Architettura per l’Archeologia. Il lavoro proseguirà durante i mesi invernali con gli studenti e gli allievi più interessati alle tematiche dell’archeologia urbana e ai metodi della ricerca archeologica sul campo.

Alla campagna del 2015 (dall’1 giugno al 24 luglio) hanno partecipato 85 giovani divisi in due turni di 4 settimane. Al lavoro pratico, eseguito sotto la guida e il controllo dei docenti, sono state affiancate nel corso della campagna di scavo alcune lezioni tenute dal medesimo personale e da specialisti esterni, tese ad illustrare le metodiche utilizzate, ad ampliare la conoscenza nel campo della topografia, dell’evoluzione storico-monumentale di uno dei luoghi più centrali della città antica, dell’architettura romana, della cultura materiale dall’età regia all’età medievale e moderna. Durante i mesi invernali gli studenti affronteranno in laboratorio lo studio dei materiali, l’interpretazione delle sequenze stratigrafiche, l’informatizzazione della documentazione grafica e scritta, le ricostruzioni grafiche.

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