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In mostra a Bologna per un giorno il 'Gioiello del Re Sole'

Nella mattinata del 10 settembre il monile sarà esposto nella Chiesa di Santa Maria della Vita

CULTURA
In mostra a Bologna per un giorno il 'Gioiello del Re Sole'

Anche quest'anno per la giornata del 10 settembre, come accade ogni anno, soltanto per l’arco della mattinata, viene esposto nella Chiesa di Santa Maria della Vita, a Bologna, un gioiello molto particolare, il cosiddetto 'Gioiello del Re Sole': un piccolo ma preziosissimo monile formato da una placca metallica convessa di forma ovale su cui posa una raffigurazione in miniatura del re Luigi XIV dipinta su smalto. La miniatura è contornata da una cornice in argento dorato su cui è incastonato un doppio giro di diamanti di dimensioni differenti, alcuni dei quali molto grandi. La cornice è poi completata da un gruppo di gemme disposte a forma di corona culminante nel giglio di Francia.

Si tratta di un oggetto raro e pregevolissimo sia per il valore venale ad esso intrinseco, sia per l’importante memoria storica che racchiude: il gioiello fu infatti donato dal Re Sole al celebre storico ed erudito bolognese Carlo Cesare Malvasia in segno di gratitudine per avergli dedicato la sua opera 'Felsina Pittrice' nel 1678. Il Malvasia, a sua volta, attraverso il proprio testamento redatto il 22 dicembre 1692, rese erede de 'la cosa più preziosa che io abbia in questo mondo', come egli stesso la definiva, l’Arciconfraternita di Santa Maria della Vita, con l’esplicito vincolo di esporlo al pubblico il 10 settembre di ogni anno, in memoria di una guarigione da lui ottenuta per intercessione della veneratissima Madonna della Vita.

L'immagine della veneratissima Madonna della Vita, rimasta per qualche secolo misteriosamente nascosta sotto uno strato di imbiancatura a calce, è riaffiorata alla luce, per l’appunto, il 10 settembre 1614 in occasione di una generale ripulitura della chiesa. A causa del crollo del 28 novembre 1686 che coinvolse anche la parete su cui era dipinta la sacra immagine, l’intera porzione di muro con l’affresco fu rimossa e collocata in una cornice e successivamente posta sull’altare maggiore della chiesa, rinnovata nel 1692. Il re nel gioiello è rappresentato con un’ampia parrucca arricciata e una corazza con collare e spalline a teste di leone, e porta a tracolla la sciarpa azzurra dell’Ordine di Saint Esprit. Il ritratto è attribuito a Jean Petitot (1607-1691) e dimostra tutta la sua perizia tecnica: l’artista francese è infatti stato in grado di creare, entro piccolissime dimensioni, una raffigurazione molto simile, per modello, colore e somiglianza, ai ritratti ufficiali del re.

La cornice fornisce poi un eloquente esempio della produzione delle manifatture orafe francesi al tempo del Re Sole: lavorazioni fastose e ridondanti di pietre e materiali preziosi, destinate più che altro ad esaltare la ricchezza e la potenza del donatore. In un secondo momento il gioiello venne montato su una base metallica decorata all’interno da una ghirlanda a rilievo e, all’esterno, da un giro di foglie d’alloro realizzate a sbalzo. Con ogni probabilità questa seconda cornice fu fatta eseguire dalla Confraternita di Santa Maria della Vita per motivi pratici, ossia per facilitare l’esposizione al pubblico del gioiello. La miniatura del Gioiello del Re Sole è conservato per tutto il resto dell’anno presso il Museo della Storia di Bologna in Palazzo Pepoli.

Luigi, XIV di Borbone, Re di Francia, che è noto anche come il Re Sole, governò sulla Francia per oltre settant’anni. Più di qualsiasi altro monarca francese ed europeo. Durante il suo regno la Francia fu la dominatrice e il modello culturale dell’intera Europa; si deve al Re Sole la trasformazione della monarchia francese in monarchia assoluta in funzione di una precisa strategia, volta a ridurre il potere della nobiltà, come testimonia la frase che gli viene spesso attribuita, "L’État, c’est moi!" ("Lo Stato sono io!"). Il Conte Carlo Cesare Marchese di Malvasia (Bologna, 1616 – Bologna, 1693) dopo essere stato da giovane militare abbracciò lo studio ecclesiastico divenendo sacerdote e canonico della cattedrale di San Pietro nel 1662. Storico dell’arte, poeta dilettante fece parte dell’Accademia dei Gelati con lo pseudonimo di 'Ascoso'.

Celebre testimone della scuola pittorica emiliana i suoi scritti costituiscono una delle migliori fonti per lo studio dell’arte dei Carracci, della loro scuola e del 'Divino' Guido Reni. Tra altre opere è autore dei volumi 'Felsina Pittrice – Vite dé pittori bolognesi' (1678), la nota raccolta di biografie di artisti operanti in città, che dedicò appunto a Luigi XIV, il Re Sole. Questi in cambio della dedica donò al nostro Conte due quadri che però pare venissero trafugati da ignoti durante il trasferimento in Italia. A seguito di un’accorata lettera al Re da parte del Conte Malvasia egli gli fece arrivare infine il famoso gioiello con il proprio ritratto; forse unico gioiello con ritratto del Borbone rimasto intatto.

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