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Bob Dylan, il menestrello del rock che cantò per Wojtyla

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Bob Dylan, il menestrello del rock che cantò per Wojtyla

Bob Dylan (Foto Afp)

'Soffiava nel vento' nei giorni scorsi l'ipotesi del Nobel a Bob Dylan. Ma l'assegnazione ufficiale di oggi ha colto tutti di sorpresa ed è stata accolta da un boato in sala a Stoccolma. Dylan, al secolo Robert Zimmermann, soprannominato il 'menestrello del rock', secondo il Comitato dei Nobel ha "creato una nuova espressione poetica nell'ambito della grande tradizione della musica americana".

Lui in realtà parte dal suo idolo e modello Woody Guthrie e con uno stile 'meno puro', inventa il folk-rock. Ma quella di Dylan è una storia lunga, che inizia il 24 maggio 1941 a Duluth, nel Minnesota (USA), quando viene alla luce. Una storia di 'enfant prodige', visto che il piccolo Bob manifesta già a sei anni la passione per la musica e studia pianoforte. Poi acquista una chitarra per corrispondenza e inizia a fare pratica. E una storia di ribellione, dal momento che a dieci anni scappa di casa e va a Chicago.

Dylan è precoce in tutto: a 15 anni suona nei Golden Chords e conosce Echo Hellstrom, la 'Girl From The North Country' di qualche anno dopo, con la quale divide amori e passione per la musica. Quindi nel 1959 lascia Chicago e va a Minneapolis, dove frequenta l'università e suona nei locali di Dinkytown, il sobborgo intellettuale della città. Al Ten O'Clock Scholar, un locale poco distante dall'università, si esibisce per la prima volta con il nome di Bob Dylan, che come lui stesso ha dichiarato nella sua biografia ufficiale, non ha nulla a che vedere con il poeta gallese Dylan Thomas. Il cantante non ha mai chiarito però l'origine di questo nome, diventato legale dall'agosto 1962.

Da quel momento inizia a girare l'America da solo e senza un soldo, facendo musica. Cosa che gli vale il soprannome di menestrello. Il suo idolo è Woody Guthrie. Nel '59 trova lavoro in un locale di striptease dove deve intrattenere il pubblico con le sue canzoni tra un'esibizione e l'altra. Ma non è apprezzato dal pubblico, i suoi testi non sono adatti a camionisti o cowboy che lo fischiano.

Nell'autunno del '60 Guthrie si ammala e Dylan coraggiosamente, va a trovarlo nell'ospedale del New Jersey dove è ricoverato, poverissimo e abbandonato. Da quel momento nasce un'amicizia tra i due che porta Dylan a sviluppare uno stile musicale diverso da quello di Guthrie, meno puro, criticato dai sostenitori del folk tradizionale, ma che vira verso il rock, che in quegli anni cominciava da affacciarsi nel panorama musicale Usa.

Dylan crea così il folk-rock, con testi che colpiscono in profondità i giovani ascoltatori perché affrontano le tematiche care alla generazione che si avviava verso il '68. Poco amore, poco romanticismo consolatorio ma molta mestizia, amarezza e attenzione ai problemi sociali più scottanti.

Con la recensione entusiastica sul 'New York Times' della sua performance in apertura del concerto del bluesman John Lee Hooker al Gerde's Folk City, cresce l'attenzione nei suoi confronti e ottiene anche un provino con il boss della Columbia, John Hammond che si tramuta subito in un contratto discografico.

E' la fine del 1961 e Dylan registra il suo album d'esordio, 'Bob Dylan', pubblicato nel marzo del 1962. Una raccolta di brani tradizionali per voce, chitarra e armonica. Due sole le canzoni originali scritte da Dylan: 'Talkin' New York' e l'omaggio a Guthrie, 'Song To Woody'. Da quel momento inizia a scrivere canzoni destinate a diventare veri e propri inni dei militanti per i diritti civili, brani di protesta come 'Don't think twice it's all right', 'Masters of War' e soprattutto 'Blowin' in the wind'.

A questo punto è un vero e proprio mito popolare, tanto da esibirsi nel '97 davanti a Papa Giovanni Paolo II in uno storico concerto alla fine del quale si toglie la chitarra, si dirige verso il Papa e fa un breve inchino. Nessuno avrebbe mai immaginato di vedere una simile scena. Nel 2008 riceve il Pulitzer quale cantautore più influente dell'ultimo mezzo secolo. Oggi l'ultima sopresa: il Nobel per la Letteratura.

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