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In Europa sempre più di moda il turismo slow sugli itinerari culturali

CULTURA
In Europa sempre più di moda il turismo slow sugli itinerari culturali

LE RUNNERS DI " NOI CORRIAMOINROSAPER " HANNO CORSO 1000 KM LUNGO IL TRATTO IN ITALIA DELLA VIA FRANCIGENA, DAL GRAN SAN BERNARDO A ROMA IN VATICANO, PER SCOPI UMANITARI, PER LA RACCOLTA FONDI PER IL CENTRO MATERNITA' DI MARZA IN CAMERUN (ENRICO BRANDI, ROMA - 2014-06-29) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Il turismo lento e di qualità, slow insomma, che privilegia località meno note a mete turistiche più conosciute, va sempre più di moda in Italia e in Europa. E' in atto la riscoperta di percorsi turistici 'alternativi' che consentono un maggiore contatto con luoghi secondari, poco frequentati. A dirlo, parlando con l'AdnKronos, è Stefano Dominioni, direttore dell'Istituto Europeo degli Itinerari culturali del Consiglio d'Europa, in vista della conferenza internazionale, organizzata dall'associazione Future for Religious Heritage 'Turisti, viaggiatori e Pellegrini: alla scoperta del patrimonio religioso nell’Europa di oggi', in programma da domani all'11 novembre alla Fiera di Vicenza.

Mete che consentono di riscoprire l'identità più profonda di una regione o di un Paese. Percorsi religiosi come il cammino di Santiago, che nel Medioevo conduceva i pellegrini attraverso la Francia e la Spagna, al santuario di Santiago di Compostela, dove ci sarebbe la tomba dell'Apostolo Giacomo. O come il cammino di San Olaf che si snoda in Norvegia da Oslo a Trondheim: un antico percorso che porta al luogo di sepoltura di Re Olaf, che ha reso cristiana la Norvegia.

"E' in atto - afferma Dominioni, che parteciperà ai lavori della Conferenza come relatore - una tendenza che porta alla riscoperta dei cammini" e che coincide con un "turismo culturale rispettoso dell'ambiente. Un'esperienza in aumento in Italia e in Europa". Si tratta di un turismo "non di massa e sostenibile che cerca percorsi lontani dalle grandi mete turistiche, come Roma, Venezia o Firenze, privilegia il contatto col territorio muovendosi anche nelle zone rurali. E' un turismo lento e di qualità".

"Negli anni '80 - spiega Dominioni - il Consiglio d'Europa ha lanciato un programma per recuperare gli itinerari culturali. L'obiettivo era quello di creare percorsi per mettere in evidenza il patrimonio culturale storico europeo". Scopo principale dell'iniziativa era quello di "mostrare che al di là delle differenze ci sono valori e aspetti che accomunano italiani e europei" .

"Si incominciò - racconta Dominioni - con un itinerario spirituale e religioso, il Cammino di Santiago di Compostela. Il programma è stato ampliato nel tempo e ora ci sono 32 itinerari certificati da Consiglio d'Europa che si snodano in più di 50 Paesi d'Europa. Tocchiamo più di 800 milioni di europei. In fondo, il vero obiettivo è quello di federare l'area euro-mediterranea. Nell'ottobre del 2017 - annuncia Dominioni - f esteggeremo i 30 anni del programma a Lucca con un grande forum che durerà due giorni".

Non solo itinerari di stampo cristiano, però. Il Consiglio d'Europa, infatti, ne annovera anche altri che "mettono in luce il patrimonio ebraico, basato su una rete di città federate, o che illuminano il contributo dell'Islam, soprattutto in Spagna". E poi ci sono i percorsi 'laici' "come quello della vite o dell'olio d'oliva che collega la Puglia alla Grecia. Il nostro contributo ai lavori che inizieranno domani è quello di mostrare la varietà e la diversità del patrimonio culturale, religioso e artistico europeo che accomunano i cittadini europei". Il Forum sarà "un'occasione per approfondire l'interazione tra comunita locali e i pellegrini", sottolinea Dominioni.

La Conferenza, a cadenza biennale, di Frh accenderà i riflettori sul paradosso in base al quale mentre in alcuni paesi si assiste alla chiusura, alla demolizione o all’abbandono di un numero crescente di siti religiosi, si riscontra un interesse sempre maggiore per il turismo religioso e per i pellegrinaggi in tutta Europa. La Conferenza biennale di FRH accenderà i riflettori su questo paradosso e riunirà esperti e ricercatori da tutto il mondo per discutere il futuro del patrimonio religioso.

A promuovere i lavori è Future for Religious Heritage (www.frh-europe.org), un’associazione internazionale e laica, che unisce coloro che lavorano per proteggere il patrimonio religioso in Europa. Ne fanno parte 133 membri tra cui ONG, associazioni, governi, università in 37 paesi del mondo. La sede dell’associazione si trova a Bruxelles.

La Conferenza sarà presentato domani alle 13 alla presenza tra gli altri di Achille Variati, sindaco di Vicenza, di Flavio Tosi, sindaco di Verona, di Matteo Marzotto, presidente della Fiera di Vicenza, del Cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione Pontificia del Clero, di Olivier de Rohan-Chabot, presidente di FRH, Roberto Ciambetti, presidente Consiglio Regionale del Veneto, Federico Caner, assessore programmazione fondi UE, turismo e commercio Regione Veneto, Prof. David Freedberg, Columbia University, Luisella Pavan-Woolfe, Consiglio d’Europa.

Parteciperanno alla Conferenza i massimi esperti di patrimonio religioso. Tra i relatori principali, il Cardinale Beniamino Stella, David Freedberg (professore di Storia dell’Arte alla Columbia University e direttore dell’Italian Academy for Advanced Studies in America) Stefano Dominioni (direttore dello European Institute for Cultural Routes), Walter Zampieri, capo Unità 'Culture Policy and Intercultural Dialogue', DG Education and Culture, Commissione europea. Interverranno il sindaco di Vicenza, Achille Variati, il sindaco di Verona Flavio Tosi e il presidente di Vicenza Fiera, Matteo Marzotto.

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