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Flavio Tosi: "La crisi di governo complica il rientro delle opere rubate a Castelvecchio"

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Flavio Tosi: La crisi di governo complica il rientro delle opere rubate a Castelvecchio

Il Museo di Castelvecchio a Verona

La crisi di governo ha complicato la restituzione all'Italia delle 17 opere d'arte trafugate il 19 novembre del 2015 dal museo di Castelvecchio di Verona. Lo spiega il sindaco della città veneta, Flavio Tosi, sottolineando all'Adnkronos che "la crisi di governo ha complicato tutto. Abbiamo costanti rapporti con l'Ucraina. Il presidente Petro Poroshenko aveva l'intenzione di consegnare le opere nelle mani del presidente Renzi. Questa era sua intenzione e dovevamo soltanto fissare una data".

Ora, aggiunge il primo cittadino, "siamo comunque fiduciosi. Crediamo che in breve si riesca a trovare uno sbocco. Pensiamo che, entro la fine dell'anno, possa avvenire la restituzione dei dipinti rubati. Da parte dell'Ucraina c'è disponibilità, stiamo cercando una data condivisa al di là della crisi di governo".

Dal museo di Castelvecchio, considerato un sito 'strategico e sensibile', dall'amministrazione comunale di Verona, insieme al Palazzo Barbieri, sede del Comune e al Comando Polizia Municipale, sono stati prelevati tra l'altro cinque quadri del Tintoretto, un Mantegna, la celebre 'Madonna della quaglia' di Pisanello, un Rubens e un Bellini.

Tre uomini a volto coperto si erano introdotti nel museo, la sera del 19 novembre dell'anno scorso, eludendo i controlli, e avevano portato via i capolavori, scelti con una tale precisione da fare dire al sindaco di Verona, Flavio Tosi, che si trattava certamente di "un furto su commissione, miratissimo".

I dipinti trafugati, il cui valore complessivo si aggira tra i 15 e i 20 milioni di euro, sono stati ritrovati il 6 maggio scorso in Ucraina dove sono tuttora conservati. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Gennaro Ottaviano, avevano portato all'arresto, da parte della Squadra Mobile della Polizia di Verona e dei carabinieri, di 13 persone, dieci di origine moldava e tre italiani, tra i quali la guardia giurata in servizio la sera del furto.

Oltre ai cinque quadri del Tintoretto, al Mantegna, alla celebre 'Madonna della quaglia' di Pisanello, al Rubens e al Bellini, sono state rubate due opere di Giovanni Francesco Caroto, 'Ritratto di giovane con disegno infantile' e 'Ritratto di giovane monaco benedettino'. Sono stati inoltre trafugati un 'Ritratto di Marco Pasqualigo' di Domenico Tintoretto, due dipinti di Hans de Jode 'Paesaggio' e 'Porto di mare' e un 'Ritratto di Girolamo Pompei' di Giovanni Benini. A far parte della lista, un 'Ritratto maschile' dipinto dalla Cerchia di Jacopo Tintoretto e un 'Ritratto di ammiraglio veneziano' realizzato nella bottega di Domenico Tintoretto.

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