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Design, a Milano sfida in bianco tra archistar con White in the City

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Design, a Milano sfida in bianco tra archistar con White in the City /Foto

Il cortile della Pinacoteca di Brera

Puro, ottico, invecchiato, anticato. Il bianco, colore non-colore dalle mille sfaccettature cromatiche e simboliche, capace di dare nuova luce e profondità a qualunque oggetto, è il protagonista di White in the City, un progetto visionario che nei giorni della Milano Design Week vedrà alcuni tra i più importanti artisti, architetti e designer internazionali confrontarsi con una serie di installazioni esposte in quattro tra i più bei gioielli architettonici milanesi: la Pinacoteca di Brera, l'Accademia di Belle Arti di Brera, la ex chiesa di San Carpoforo e Palazzo Cusani. (Foto)

Il progetto, presentato stamattina alla Pinacoteca di Brera da Claudio Balestri, presidente di Oikos che sponsorizza la manifestazione, insieme al direttore della Pinacoteca James Bradburne, punta a raccontare il bianco nelle sue mille declinazioni, come simbolo di benessere, sostenibilità e tranquillità: "L'idea - spiega Balestri - è nata mettendo insieme varie esperienze del mondo dell'arte, dell'architettura e del design attorno a un filo conduttore, il bianco che ben rappresenta la purezza e la creatività".

Il pubblico del Fuori Salone potrà così scoprire l'idea di bianco dei "più grandi architetti e maestri dell'architettura internazionale che daranno la loro personale interpretazione con progetti di scala differente, dalle installazioni architettoniche agli oggetti di uso quotidiano, dagli ambienti ai piccoli accessori per la persona, in un perfetto equilibrio tra arte e design". E "tutto questo in un'ottica più culturale e meno commerciale, dove ciascun prodotto utilizzato non è fine a sé stesso come in una esposizione da showroom, ma è parte imprescindibile di un contesto più ampio e concettuale".

Tra le opere esposte negli spazi di Brera, sarà possibile ammirare creazioni di Stefano Boeri, Daniel Libeskind, Patricia Urquiola, Fabio Rotella e David Chipperfield. Il percorso espositivo prosegue poi anche nel centro di Milano, in Corso Italia in un insolito giardino e in un loft nel Class Editori Space, con White Young dove giovani designer metteranno in mostra la loro idea di bianco come elemento vitale e innovativo di una società ecosostenibile: "Abbiamo voluto mettere a confronto tante culture diverse su un colore che è universale", sottolinea il curatore di White in the City Giulio Cappellini. Del resto "il bianco accompagna in maniera più o meno consapevole la vita di ognuno di noi, segnandone le tappe più importanti. Basti pensare ai lenzuolini che vengono utilizzati per avvolgere i neonati, agli abiti delle spose e alle molte altre occasioni importanti dove il bianco domina".

Il bianco, aggiunge poi Cappellini, "è una sintesi massima; non un punto di partenza, ma un punto di arrivo che coinvolge tutte le discipline di progetto, dall'architettura alle arti visive, dal design al fashion". Per questo verranno analizzate tutte le aree socio-culturali legate all'essere, al vivere, all'abitare, al contemplare, per "delineare una dimensione del bianco che informi trasformando l'ambiente quotidiano in luogo del benessere".

Di volta in volta, il bianco assumerà un aspetto immateriale o tangibile: "Il colore - suggerisce Vicky Syriopoulou, colour designer per Oikos - non è solo una tinta, ma anche materia e anche luce". Del resto "il bianco ha una quantità infinita di tinte, chi può dire qual è il bianco puro? Il bianco ottico o cosa?" A tutte queste domande "cercheremo di dare una risposta attraverso un lavoro cominciato anni fa e che presenteremo proprio in questa occasione con una serie di texture inedite che abbinano insieme matericità, luce e cromia bianca". L'obiettivo, conclude, è "mettere in evidenza la potenzialità del bianco per creare una nuova consapevolezza che permetta di scegliere il bianco non solo per emozione o retaggio storico ma, anche, attraverso una scelta ragionata in grado di sottolineare l'architettura, valorizzando anche gli altri colori".

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