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La scrittrice Valerio: "Tempo di Libri non nasce contro il Salone di Torino"

CULTURA
La scrittrice Valerio: Tempo di Libri non nasce contro il Salone di Torino

La curatrice del programma di 'Tempo di Libri', la scrittrice Chiara Valerio

Una manifestazione che si apre alla collaborazione con il Salone del Libro di Torino e che si rivolge "ai lettori prima di tutto", ai quali vuole "assomigliare". E' così Tempo di Libri, la nuova fiera dell'editoria targata Aie, l'Associazione Italiana Editori, in programma a Fiera Milano Rho dal 19 al 23 aprile. Parola della scrittrice Chiara Valerio, curatrice del programma generale della Fiera. Conversando con l'AdnKronos, Valerio spiega che 'Tempo di Libri' non nasce in antagonismo con il Salone del Libro di Torino, la cui direzione editoriale è stata affidata ad un altro scrittore, il barese Nicola Lagioia, premio Strega nel 2015.

"Adesso che il programma è consultabile - sottolinea Valerio - credo che tutti possano rendersi conto che non abbiamo duplicato le programmazioni del salone di Torino degli anni scorsi. Del Salone di quest'anno - aggiunge - non sappiamo ancora nulla, o poco, ma io sono molto curiosa, ci sono molti amici che ci lavorano da Nicola Lagioia a Valeria Parrella, che sarà anche in un incontro con Luisa Muraro (venerdì 21 alla Libreria delle Donne di Milano per il fuori fiera), da Alessandro Grazioli ad Alessandro Leogrande. In fiera ci sarà Giuseppe Culicchia che ha collaborato anche negli anni precedenti al Salone di Torino. Io stessa sono stata invitata come scrittrice al Salone di quest'anno".

"Insomma - evidenzia Valerio - gli scrittori non hanno nessun motivo per non collaborare a manifestazioni che mirino tutte a diffondere sul territorio il libro come strumento di intermediazione, tolleranza e conoscenza. Se credessi a fattori generazionali, potrei dire che siamo una generazione che ha fatto del parlare di libri il suo gesto politico".

La fiera meneghina, al via il 19 aprile, evidenzia Valerio, guarda "ai lettori prima di tutto. Questa fiera, come mi pare evidente dal programma, somiglia ai lettori". Persone "di tutte le età, lettori che hanno smesso di leggere, lettori forti e fortissimi". Ma mira ad essere un campo fertile anche per gli addetti ai lavori nella prospettiva di diventare "un posto dove progettare, intuire e discutere dei libri del prossimo anno. Come succede spesso nelle fiere e nei festival".

Forte di un programma costruito sulla base delle lettere dell'alfabeto, alle quali si aggiunge la '@' del mondo digitale, Tempo di Libri si occupa di svariati temi ed argomenti. Si va dalla 'A' di 'Avventura' fino alla 'Z' di 'Zaha Hadid', passando ad esempio per la 'B' di 'bacio', che corrisponde alla letteratura rosa, e per la 'D' di dissidente, che prende in esame i temi scottanti della libertà di espressione e di stampa. "Ogni lettore - dice la curatrice - può costruirsi il proprio Tempo di Libri".

D'altro canto, dice Valerio, Tempo di Libri "è una fiera pensata e organizzata direttamente dagli editori e con gli editori. Ed è la prima volta che succede. Gli editori sono stati i nostri consulenti e, mi pare, che questo traspaia dalla struttura e dalla consistenza del programma". E' mai capitato, argomenta la curatrice, "sentire parlare un grande matematico di segni zodiacali o una scrittrice di best seller di un libro che non è il suo libro, o un grande scrittore italiano della propria bicicletta? O di entrare in una Fiera e incrociare interi pezzi di programmazione espressi da giornali o riviste? Beh questo succederà a Tempo di libri".

Per Valerio, inoltre,"'Tempo di Libri' è la fiera di tutti gli editori, anche di quelli che quest'anno non hanno preso uno stand. Abbiamo autori che pubblicano per Nottetempo, per Adelphi, per E/O, per Minimum Fax, per L'orma editore. Tempo di Libri è l'editore degli editori, abbiamo dato un alfabeto e abbiamo aspettato è discusso le proposte degli editori. E questa è un'altra peculiarità di Tempo di Libri, non è una fiera costruita sulle novità, ma sul catalogo".

Tempo di Libri, Salone del Libro di Torino, Bookcity. Sono soltanto alcune manifestazioni che, con linee diverse, cercano di promuovere la lettura. Un'offerta che lascia 'scoperto' il Sud dove si continua a leggere poco. "Il prossimo progetto Aie - conclude Valerio - è una fiera che si svolgerà al Sud. io sono cresciuta in un paese, Scauri, dove non c'erano librerie o biblioteche, ma solo una cartolibreria. E sono molto contenta, personalmente contenta, che l'associazione italiana editori sia impegnata in una fiera al Sud".

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