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Il sogno di 4 sessantottini nell'Italia berlusconiana, è 'Il grande volo' di Attias

CULTURA
Il sogno di 4 sessantottini nell'Italia berlusconiana, è 'Il grande volo' di Attias

Esce per Augh! Edizioni 'Il Grande volo' di Roberto Attias, autore teatrale, sceneggiatore, regista, attore con svariati premi e spettacoli all'attivo fra cui '13419 la necessità del ritorno' prodotto da Ettore Scola. Un romanzo (pp.139) che mette al centro della scena un anno decisamente unico, il 1968. Come? Attraverso la storia di Massimo, Franco, Giovanni, Alberto e Marta che, a 40 anni dal fatidico anno, osano rispolverare quel sogno socialmente impegnato, nella speranza di poter dare finalmente una piega diversa a un'Italia malata e corrotta.

"Il grande interesse per la storia recente italiana a partire dalla resistenza e poi per i movimenti del '68 e del '77, mi hanno portato ad approfondire la materia con svariate letture, scritture teatrali ed infine un romanzo - racconta l'autore all'Adnkronos - Il '68 è stato un grande momento di rivoluzione culturale a livello europeo, molto sentito in Italia, forse più negli anni a venire, per tutti i cambiamenti che ha portato, soprattutto da un punto di vista sociale e psicologico, più che politico", osserva Attias.

"Dal punto di vista politico infatti il movimento è stato osteggiato un po' da tutti. Da destra in maniera violenta e preoccupata, da sinistra (soprattutto dal Pci) come un rivale 'interno' che scardinava il Moloch comunista con le sue rigidità e le sue ortodossie dogmatiche", sottolinea l'autore.

"Questi quattro vecchi ragazzi - sorride Attias - sono indubbiamente affascinanti, naive, utopistici nella loro folle ricerca fuori tempo, nel perseguire un ideale di libertà e giustizia sociale di stampo comunista, nell'Italia berlusconiana del 2010".

"Sono buffi - li descrive Attias - quasi grotteschi nel loro atteggiarsi a guerriglieri (non violenti), nel loro modo antico e un po' obsoleto di discutere, teorizzare tra mozioni e contro mozioni, riunioni, sintesi di gruppo e comunicati d'antan. Ma lottano, combattono per un ideale, credendoci fino in fondo con grande onestà intellettuale, tra malanni vari, rivalità e riscoperta dell'amore, in senso personale e verso l'umanità intera. Ci hanno creduto. E dunque pur ironizzando su di loro e prendendoli un po' in giro, in fondo non si può non amarli".

Ne 'Il grande volo' c'è anche spazio per la passione. Tra Marta e Alberto l'amore che divampò nel tempo della giovinezza è solo un ricordo: il leader di allora è orami morto, come Marta scoprirà quando si metterà in moto per andare a cercare gli 'antichi' compagni. Ma un nuovo amore, quello nato con il ruvido Franco, farà da apripista per riscoprire amicizia e voglia di vivere dopo 40 anni di disillusioni.

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