Al Maxxi la grande architettura di Zaha Hadid e Yona Friedman

Il Maxxi rende omaggio all’architettura contemporanea con le mostre dedicate a due maestri indiscussi dell’architettura mondiale, Zaha Hadid, che il Maxxi lo progettò, e Yona Friedman, visitabili da domani, e con la ricostruzione parziale sulla piazza del museo di un edificio simbolo della storia culturale della città di Roma: il Teatrino Scientifico di Franco Purini e Laura Thermes, che ospiterà da giugno a ottobre, con pausa nel mese di agosto, gli appuntamenti estivi del Museo. Considerata come uno degli architetti più influenti e visionari del nostro tempo, Zaha Hadid ha ridefinito l'architettura del XXI secolo e catturato l'immaginazione di tutto il mondo. Un anno dopo la sua improvvisa scomparsa, il Maxxi ospita fino al 14 gennaio dell'anno prossimo 'L’Italia di Zaha Hadid' a cura di Margherita Guccione (direttore Maxxi Architettura) e Woody Yao (direttore Zaha Hadid Design).

Organizzata in collaborazione con Zaha Hadid Design, Zaha Hadid Architects e la Fondazione Zaha Hadid, la mostra intende evidenziare l’intenso e duraturo rapporto dell’architetto con il nostro paese a partire da progetti come il Terminal Marittimo di Salerno, il Messner Mountain Museum a Plan de Corones, City Life a Milano e, naturalmente, il Maxxi. Allestita negli spazi della più spettacolare galleria del museo, la Galleria 5 con la grande vetrata che si proietta sulla piazza, la mostra esplora a 360 gradi l'opera e il pensiero di Hadid: dai bozzetti pittorici e concettuali ai modelli tridimensionali, dalle rappresentazioni virtuali agli studi interdisciplinari, insieme a oggetti, video, fotografie capaci di rivelare lo sforzo costante di ricerca pionieristica e sperimentale. Un’ampia sezione è dedicata al rapporto di Zaha con il design made in Italy, con cui ha stretto interessanti e ripetuti sodalizi creativi e produttivi. Anche quando disegna oggetti e arredi, Zaha rimane sempre e prima di tutto un architetto: i suoi oggetti occupano lo spazio come vere e proprie architetture. Dai divani per B&B Italia e Cassina alle sedie, le panche, i tavoli per Sawaya & Moroni; dalle lampade per Slamp, ai vasi e i centrotavola per Alessi e le librerie componibili per Magis, con incursioni nel mondo dell’alta gioielleria con l’anello B.zero1 e della moda con l’esclusiva borsa disegnata per un evento charity di Fendi.

A Yona Friedman (Budapest 1923), architetto visionario, figura dirompente e creativa al di fuori di ogni confine disciplinare, dal pensiero straordinariamente attuale, è dedicata la mostra 'Yona Friedman. Mobile Architecture, People’s Architecture' a cura di Gong Yan e Elena Motisi, dal 23 giugno al 29 ottobre. Organizzata da Power Station of Art, Shanghai, dove è stata presentata nel 2015, la mostra arriva al Maxxi in una nuova veste, pensata appositamente insieme all’architetto. Per Friedman, che nel 2016 ha realizzato per la Serpentine Gallery di Londra una struttura modulare che sembra disegnata nell’aria, chiunque può progettare e realizzare la propria architettura attraverso strutture mobili semplici e flessibili, dalla casa alle 'città spaziali' che fluttuano al di sopra delle città reali. Per questa mostra, la sua celebre Ville Spatiale (1958 – 62), tema centrale dell’opera di Friedman, si sposta su Roma: una griglia aerea sul territorio, con corridoi e abitazioni progettati da chi le abita, riprodotta in un grande modello di 9 metri di lunghezza in dialogo con alcune visioni inedite dedicate alla città di Roma e al Maxxi realizzate per questa occasione. Accanto a tutto questo disegni inediti degli anni Sessanta, le sue strutture mobili e 'improvvisate' insieme alle istruzioni per realizzarle, fotomontaggi, video e una selezione di film d’animazione. E siccome per Friedman il museo contemporaneo deve esporre ciò che è davvero importante per le persone, ha realizzato per il Maxxi uno Street Museum temporaneo, pensato per accogliere 16 oggetti dei cittadini, scelti perché significativi per loro e che, esposti nelle teche della struttura, diventano 'opera'.

Il Maxxi poi celebra, in occasione dei 40 anni dalla nascita, l’Estate Romana ideata e promossa da Renato Nicolini, che negli anni Settanta portò le iniziative culturali nello spazio pubblico, fuori dalle sedi tradizionali. La creatura di Nicolini rivive al Maxxi con la ricostruzione parziale di uno dei luoghi più iconici della sua storia: il Teatrino Scientifico di Franco Purini e Laura Thermes del 1979. La ricostruzione del Teatrino Scientifico è un progetto a cura di Pippo Ciorra, con una serie di spettacoli, conferenze e workshop dedicati a discutere l’eredità e l’attualità di quel progetto e una mostra di progetti di giovani architetti selezionati con il bando europeo Future Architecture Platform, che presentano una serie di progetti per spazi pubblici di Roma. Il museo in collaborazione con lo studio Purini Thermes, ricostruisce nella piazza parte del teatrino originale, riproponendo idealmente ciò che Nicolini amava chiamare il Meraviglioso Urbano e offrendo un palcoscenico d’eccezione al ricco programma di eventi offerto dal Museo per una nuova estate romana.