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La 'Rock Therapy' di Massimo Cotto, le 344 canzoni che guariscono

CULTURA
La 'Rock Therapy' di Massimo Cotto, le 344 canzoni che guariscono

Ascoltare una canzone aiuta a stare meglio. Un brano musicale è un antidoto contro i momenti bui della vita, può sollevare l'animo e ridare un po' di speranza. Ci sono delle canzoni adatte ad ogni momento di fragilità che consentono di ricominciare a respirare. O ad elaborare un lutto profondo che ha incrinato le nostre certezze. Ne è convinto il giornalista Massimo Cotto, una delle voci più note di Virgin Radio, autore di 'Rock Therapy. Rimedi in forma di canzone per ogni malanno o situazione', pubblicato da Marsilio.

Ad essere presentata è una galleria di brani, ben 344, che vengono apprezzati per la loro capacità di curare e rigenerare. Canzoni, raccontate e descritte attraverso storie e riflessioni personali, catalogate secondo il bisogno al quale possono rispondere o al disturbo che possono sanare. "Ho provato ad immaginare - spiega all'AdnKronos Cotto - 33 capitoli, ovvero 33 situazioni di sofferenza, che vanno dal male di vivere a condizioni contingenti come ad esempio i mali di stagione. E ho provato ad immaginare tutta una serie di canzoni che potevano essere utili a superare questi momenti. Le canzoni possono aiutarci a sopportare il mondo e a sorridere di più".

"Il tutto - aggiunge Cotto - è un pretesto per raccontare delle storie. Una delle grandi qualità dell'arte, e la musica è una delle espressioni artistiche più immediate, è quella di raccontare storie. La musica coinvolge e fa arrivare prima un messaggio".

"Ci sono certe canzoni - sottolinea Cotto - che valgono per tutte le stagioni e altre che ti aiutano in particolari momenti. Una volta Elton John mi disse che nel momento di massima dipendenza dalle droghe, quando era convinto che non ce l'avrebbe più fatta, metteva sul piatto del giradischi 'Don't Give Up' di Peter Gabriel cantato insieme a Kate Bush, e si convinceva che poteva farcela". Un esempio con cui Cotto chiarisce che "le canzoni aiutano a capire che puoi fare ancora qualche metro. Insomma, le canzoni possono arrivare dove non arrivano la mente, le medicine e la terapia".

Una riflessione che Cotto estende anche ad Eric Clapton ricordando che "quando morì suo figlio Conor scrisse 'Tears in Heaven'. Questo significa, quindi, che le canzoni diventano un po' terapeutiche. Con una piccola controindicazione, però: chi scrive canzoni riesce a fare stare meglio tante persone ma non sempre riesce a guarire sé stesso. Ogni artista, come ricorda Patty Pravo, porta con sé un grande dono e una grande dannazione".

Un ruolo fondamentale, quindi, quello della musica. Quasi salvifico. Nel corso degli anni, sostiene Cotto, "ha fatto tantissimo: ha contribuito a fermare delle guerre, ha accompagnato rivoluzioni e proteste. Ora, però, difficilmente può cambiare il mondo. Ma può cambiare noi nel mondo. Può aiutarci a sopportarlo, viverlo meglio e a sorridere di più. Credo che la musica rock dia dipendenza ma anche indipendenza. Soprattutto di pensiero", conclude Cotto.

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