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Libri, in uscita '#RomaBarzotta2': i paradossi della Capitale nel nuovo 'diario' di Desario

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Libri, in uscita '#RomaBarzotta2': i paradossi della Capitale nel nuovo 'diario' di Desario

Uscirà domani il libro '#RomaBarzotta2' del giornalista Davide Desario, per Avagliano editore. A due anni dal primo volume, nelle librerie arriva quello che l'autore stesso definisce "non un romanzo e nemmeno un saggio" ma un nuovo "diario" degli ultimi due anni della Capitale, per provare a conoscerla davvero. Il libro, che sarà presentato lunedì 23 ottobre alle ore 18 nella Sala del Tempio di Adriano in piazza di Pietra, raccoglie oltre cento affreschi su Roma e sui romani usciti negli ultimi anni sul quotidiano 'Il Messaggero' nella rubrica 'Senza Rete'.

"È un 'diario' particolare perché non parla di politica o dei fatti che poi finiscono su giornali o telegiornali - dice all'Adnkronos Desario - Nel mio libro non c'è mafia capitale, non ci sono gli scandali dell'Atac, le giunte, gli avvisi di garanzia. Il libro parla della città dei romani quotidiana, di quelli che sono i pregi e i difetti di questa città così complicata. Sono i due anni di Roma dove muoiono sempre più alberi, della Roma dove ci sono problemi con i trasporti, tra autobus e metro che fanno i capricci, o le buche stradali. Insomma la Roma del romano 'normale' che secondo me è l'eroe dei nostri tempi, che nonostante tutti i problemi di questa città va avanti. Io dico sempre che se tu riesci a sopravvivere a Roma puoi vivere benissimo ovunque, perché sei così allenato a una città così complicata che se dopo vai in un'altra città dove le cose vanno inevitabilmente un po' meglio ti sembra di fare una corsa senza ostacoli".

Pagine ora appassionate ora ironiche quelle di 'Roma Barzotta2', in cui si mescolano l’occhio del cronista de 'Il Messaggero' in grado di cogliere i paradossi di una delle metropoli più belle e complesse del mondo, l’esperienza del cittadino che sulla propria pelle subisce inefficienze e degrado, e il cuore del romano che ama questa città e ne va orgoglioso. Malgrado tutto.

"Roma è così: io la chiamo Barzotta proprio perché è una città che da un lato ti ammalia con i suoi paesaggi e meraviglie inestimabili, un tramonto sui tetti che lascia senza parole, i vicoli di Trastevere, Testaccio, Monti o l'Aventino, le chiese, le piazze - prosegue Desario - Poi però magari giri l'angolo e trovi quello che sta facendo la pipì contro un muro, un cumulo d'immondizia, un divano davanti alla fermata dell'autobus. E' una città a metà, che non riesce a essere Calcutta ma neanche Londra o Parigi".

Un libro che può essere definito anche 'social': gli articoli infatti prendono spunto da un tweet o da un post su Facebook lanciato nella rete da chi si meraviglia o si indigna per ciò che accade all'ombra del Colosseo. "Le rubriche che io scrivo sul 'Messaggero' partono da un post o un tweet in rete che uso come punto partenza per raccontare qualcosa - spiega Desario - Volevo così chiudere il cerchio dal web al giornale e dal giornale al libro e vorrei che con l'hashtag del titolo tornasse sul web".

"A volte i media, dovendo star dietro a una serie di vicende importanti, inchieste, questioni amministrative, si perdono il 'respiro' della città, la superficialità delle cose quotidiane, cioè ciò di cui la gente parla in pizzeria, dal parrucchiere, al bar - spiega l'autore - Quelle cose che spesso non ottengono la risonanza e la ribalta delle news eppure sono cose di cui parlano tutti. Quelle piccole cose, la battaglia col vicino, il rispetto per gli anziani, le librerie che improvvisamente chiudono, anche uno sguardo disincatato alla stazione Termini, dove c'è tutto il bello e il brutto di Roma, che viaggiano sempre più spesso sul web, sui social network e in particolare su Facebook".

"Ho voluto scrivere il libro per raccogliere tutti questi flash, queste piccole fotografie quotidiane in cui ci sono cose che altrimenti rischiavano di perdersi - aggiunge Desario - E invece forse rileggendole si può anche avere una chiave di lettura diversa e complementare a quella che si ha dalla lettura dei giornali, telegiornali o radiogiornali".

"Ho deciso di scrivere questo libro da grande innamorato di Roma che ne sa apprezzare le grandissime bellezze, ma che accanto ai suoi pregi deve fare i conti anche con i suoi difetti", aggiunge l'autore. "Credo che il pregio più grande di Roma sia la sua magnificenza: Roma è una città senza eguali, con un senso di grandezza, di storia, di eternità che manca nelle altre città. Il difetto più grande è il lassismo dei romani, un misto di pigrizia, menefreghismo, superficialità, che è invece quello che secondo me se cambiasse - conclude - potrebbe dare la svolta alla città".

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