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Da Fondazione Venezia via libera a 6,7 mln di erogazioni

CULTURA
Da Fondazione Venezia via libera a 6,7 mln di erogazioni

Oggi la Fondazione di Venezia, nel corso del proprio Consiglio Generale, ha deliberato il Documento Programmatico Previsionale (DPP) per l’esercizio 2018 che determina un ammontare di 6,7 milioni di euro di erogazioni da destinare ai settori rilevanti indicati dallo Statuto della Fondazione: educazione, istruzione e formazione ricerca scientifica e tecnologica, arte, attività e beni culturali.

Il DPP individua le risorse disponibili, delinea le priorità programmatiche e indirizza le attività della Fondazione per l’esercizio dell’anno successivo. Il documento ipotizza un 2018 segnato da circa 18 milioni di euro di ricavi derivanti dalle plusvalenze attese dalla gestione del patrimonio finanziario. La cifra consentirà alla Fondazione di Venezia di poter contare su di un flusso erogativo costante per il prossimo triennio (2018-2020).

Il DPP riconosce un’ulteriore garanzia ristabilendo il fondo per la stabilizzazione delle erogazioni dal valore di 10 milioni per il prossimo triennio che consente di tutelare la capacità erogativa della Fondazione da eventuali rischi congiunturali.

Le erogazioni per il settore culturale rappresentano l’impegno economico di maggiore entità. Nello specifico l’investimento più consistente è quello legato al completamento dei lavori e degli allestimenti per il polo culturale M9, a Mestre. Proprio l’apertura prevista per dicembre 2018 e la successiva fase di start up hanno determinato un investimento specifico di circa 1,7 milioni di euro, che si aggiungono ai circa 1,3 milioni di euro già ipotizzati. Sempre nel settore culturale, il DPP conferma la partnership strategica con la Fondazione Teatro La Fenice, della quale la Fondazione di Venezia è il primo finanziatore privato, con un investimento di 1 milione di euro.

Nel campo della ricerca e dei progetti di alta formazione, il documento prevede il consolidamento della collaborazione con le due università veneziane, Ca’ Foscari e IUAV, con le quali stanno per essere rinnovate le convenzioni operative. La ricerca viene, inoltre, sostenuta attraverso progetti che nel 2018 permetteranno di leggere il volto della nuova finanza a Nordest, lo sviluppo economico, sociale e culturale di Venezia e le attività delle imprese creative nell’ambito della produzione culturale. Ai due atenei e al complesso delle attività di ricerca viene corrisposto oltre mezzo milione di euro.

Proprio in relazione alle attività condivise con le Università, ma non solo, viene rafforzato il ruolo propositivo ed organizzativo di VEDE, il marchio collettivo creato dalla Fondazione di Venezia per favorire il dialogo fra imprese, giovani, istituzioni culturali e territorio. Nel settore educazione, istruzione e formazione, il documento rinnova il sostegno al progetto sull’Alternanza Scuola-Lavoro nei licei, ideato dalla Fondazione di Venezia, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto.

Il binomio Arte e Beni Culturali - Alta Formazione trova un punto di riferimento in Centro Storico nella Casa dei Tre Oci. Nel 2018 la Fondazione intende rafforzare il proprio ruolo nella definizione degli indirizzi culturali e scientifici del sito ampliando sia l’offerta espositiva che l’attività formativa e di ricerca.

Confermata nel DPP l’attenzione verso il sociale e il territorio, con l’erogazione totale di circa 1 milione di euro. I contributi più importanti sono quelli riconosciuti al Fondo per il Contrasto della Povertà Educativa Minorile con circa 600 mila euro, e alle Fondazioni di Comunità, da sempre braccio operativo della Fondazione di Venezia sul territorio, con 300 mila euro.

"Questo documento è la dimostrazione – dichiara Giampietro Brunello, presidente della Fondazione di Venezia – della sempre più attenta gestione del patrimonio operata dalla Fondazione e dei continui interventi finalizzati al contenimento dei costi di funzionamento, che il prossimo anno dovremmo tenere inferiori ai tre milioni di euro. L’impegno conferma la nostra vocazione ad essere non solo motore di relazioni costruttive sul territorio, ma anche soggetto con una propria capacità progettuale garantita dalle professionalità interne agli organi della Fondazione e alla sua struttura. Una vocazione che vogliamo diventi sempre più l’immagine identitaria della Fondazione, con l’obiettivo di essere fino in fondo un patrimonio per la collettività".

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