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Le 'Neometrie' di Attus al Laboratorio Formentini di Milano

CULTURA
Le 'Neometrie' di Attus al Laboratorio Formentini di Milano

Si intitola 'Neometrie', la nuova personale di Adriano Attus, che viene inaugurata lunedì 4 dicembre alle 18.30 negli spazi del Laboratorio Formentini di Milano (via Marco Formentini 10), organizzata in collaborazione con Galleria l’Affiche e a cura di Mathia Pagani. La mostra presenta l’ultimo ciclo di lavori che l’artista ha realizzato come naturale conseguenza della ricerca nata con 'Numerage', la verità nascosta e poi proseguita in #wearenotnumbers.

I numeri, che nei lavori precedenti erano strumento di una riflessione sul concetto di ridondanza mediatica come altra forma del falso, ora sembrano scomparire, per lasciare il posto a un’esplosione ordinata e caleidoscopica di colori. Eppure nel colore il numero sopravvive nascosto, come matrice moltiplicativa in grado di generare infinite combinazioni di forme nello spazio: le neometrie nascono come scomposizione e ricomposizione di quei frammenti in un ordine apparentemente casuale che diventa, nella cristallizzazione dell’opera e nella visione d’insieme, permanente.

Attus, nato a Sanremo nel 1971, da oltre 20 anni svolge l'attività di designer e art director nei periodici delle principali case editrici italiane, dal Mondo a Panorama, e attualmente è direttore creativo del Sole 24 Ore. Ha inoltre collaborato con Axa, Bloomberg, Bmw, Eni, Iulm. Da sempre combina numeri e colori in una ricerca che progressivamente diventa la cifra stilistica del suo lavoro di artista, esposto per la prima volta alla Galleria L’Affiche di Milano nel 2015, a cura di Mathia Pagani, e in seguito anche al Mudec, al Palazzo delle Esposizioni di Roma e al Wopart Fair di Lugano.

In 'Neometrie', Attus invita a scorgere l’insieme nel particolare, ad andare oltre l’apparenza, verso quell’uno, matematico, cromatico e forse esistenziale, che sottende il tutto, e lo fa con un linguaggio che è il linguaggio stesso, senza più l’uso di segni e significanti, ponendo l’osservatore di fronte alla grammatica primaria della creazione, al suo stesso codice.

I visitatori saranno invitati a decostruire a loro volta l’ordine creato: l’incanto del gioco, come modalità di appropriazione della realtà e quindi del processo creativo, avrà infine il sopravvento.

La mostra sarà visitabile da lunedì a venerdì, dalle ore 14 alle 19, compatibilmente con le attività del Laboratorio Formentini. Per questo è consigliata la prenotazione (rsvp@laboratorioformentini.it).

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