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I perdenti dell'arte in un libro, 'Outsiders' di Accatino

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I perdenti dell'arte in un libro, 'Outsiders' di Accatino

La storia dell’arte ha 35 nuovi nomi da raccontare, grazie al progetto editoriale concretizzatosi nel volume 'Outsiders' (Giunti) che già prevede un seguito e spin-off televisiv,i per raccontare le storie di 35 dimenticati autori del ‘900. Un progetto realizzato da un altro outsider della storia dell’arte come Alfredo Accatino, creativo italiano con alle spalle una ricca e variegata attività editoriale.

'Outsiders' è un libro fotografico, scritto come un romanzo, con uno stile diretto, che raccoglie la vita, spesso tragica, di uomini e donne che meritano un posto nell’arte del ‘900. "Racconti - scrive Accatino - che avrei voluto ascoltare, narrati come avrei voluto sentire, che nessuno mi aveva mai raccontato. Basta con i soliti nomi dell’arte, giganti sicuramente, ma sempre e solo quelli, per dare finalmente spazio alla creatività dispersa. In tutte le sue forme".

E' così possibile seguire, tra Berlino e New York, le avventure della Baronessa Elsa Von Freutag-Lorighoven, l’inventrice dell’orinatoio di Duchamp. Oppure, come in un giallo, ripercorrere le tracce di Nicholas Kalmakoff, un maestro russo riaffiorato al Mercato delle Pulci di Parigi grazie all’impegno di due collezionisti inventatisi detective. O la vita avventurosa di Amrita Sher - Gil la prima donna-artista indiana, la cui storia fa impallidire Frida Khalo, morta a 27 anni per un aborto clandestino.

Ci si può commuovere con il toccante profilo di Dick Ket, il 'pittore dalle dita a bacchetta', il cui autoritratto compare nella cover del libro, così chiamato per la sua grave disfunzione cardiaca. Si può tifare per Arthur Cravan, il poeta dada che sfidò l'allora campione del mondo dei pesi massimi Jack Johnson, o seguire la toccante parabola di Felix Nussbaum, rimasto quattro anni nascosto con la moglie in un sottotetto di Bruxelles per sfuggire alle retate naziste, prima di essere scoperto e partire verso la morte, con l’ultimo convoglio.

C’è spazio veramente per tutto e tutti. Dalle vicissitudini di Lili Elbe, il primo transessuale della storia, raccontate nel film 'The Danish Girl', a quelle del miliardario americano Gerald Murhpy, un tipo che ispirò i romanzi di Scott Fitzgerald, che lanciò la moda dei bagni di mare e della tintarella, inventandosi di fatto la Costa Azzurra e, incidentalmente, anche la Pop Art.

Tra gli italiani Gino Rossi, un poeta della follia, i cui quadri furono utilizzati per tamponare i pollai delle campagne vicino alla sua casa, o Mario Chiattone, l’architetto che con Sant’Elia disegnò in pochi mesi la città del futuro, prima di annullarsi in una quiete esistenza borghese.

Pochi i nomi noti: Vivian Meier, la bambinaia che faceva la fotografa nel tempo libero, scoperta svuotando una cantina di Chicago dove aveva ammassato migliaia di negativi; Adolf Wolfli, ricoverato in manicomio, accusato di pedofilia, divenuto in seguito artista enciclopedico, e Pavel Filonov, morto letteralmente di fame durante l’assedio di Leningrado anche perché si ostinato a non voler vendere le proprie opere. Ultimo ritratto quello di Enrico Accatino, pittore e teorico dell’autore, padre dell’autore, che da ragazzo aveva firmato alcuni testi di storia dell’arte e di educazione artistica, con il quale avviene un doloroso confronto.

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