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Addio a Folco Quilici

CULTURA
Addio a Folco Quilici

(Fotogramma)

Addio a Folco Quilici. Il documentarista ferrarese, classe 1930, è morto questa mattina all'ospedale di Orvieto a causa di una polmonite. Lo confermano all'AdnKronos il figlio Brando e la moglie Anna. I funerali si terranno mercoledì prossimo a Roma.

"Scompare con Folco Quilici una figura di intellettuale moderno che ha saputo dare alle immagini il senso profondo della narrazione del nostro pianeta" il ricordo del capo dello Stato, Sergio Mattarella. "La duplice dimensione che ha saputo offrire nelle sue opere, con una asciutta e ricca documentazione di sapore antropologico e con quella legata, invece, alla vita degli animali, ci ha proposto letture dei territori, a partire da quello marino, di una originalità insuperata, aprendoci a mondi e civiltà sino ad allora solo fantasticate dal grande pubblico", aggiunge Mattarella.

"Il contributo dato - si legge nel testo - in particolare, alla conoscenza del nostro Paese, iniziata con la serie 'l’Italia vista dal cielo', ha rappresentato un passo decisivo nella crescita di una educazione e di una cultura ambientalista". "Scrittore, autore e regista tra i più apprezzati a livello internazionale, Quilici ha recato al patrimonio della conoscenza universale il dono della sua opera. Alla moglie Anna, al figlio Brando, a tutti familiari, rivolgo i sentimenti di cordoglio del Paese e di riconoscenza della Repubblica", conclude Mattarella.

"Con Folco Quilici se ne va una delle figure più importanti del giornalismo, del documentarismo e della cultura italiana - il cordoglio del ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini - Un pioniere in tutti i progetti che ha avviato, sempre anni avanti rispetto agli altri, un italiano innamorato del proprio paese e un ferrarese innamorato della propria terra in cui era l’erede della grande tradizione giornalistica del padre Nello. Ci mancherà ma i suoi lavori resteranno per sempre come guida e insegnamento per le giovani generazioni".

Figlio del giornalista Nello Quilici e della pittrice Emma Buzzacchi, dopo aver incominciato un'attività di tipo cineamatoriale, Folco Quilici si è specializzato in riprese sottomarine, diventando molto popolare anche al di fuori dei confini nazionali. Scrittore e documentarista, Quilici ha realizzato numerosi film dedicati al rapporto tra l'uomo e il mare: 'Sesto Continente' (Premio Speciale alla Mostra del Cinema di Venezia del 1954); 'Ultimo Paradiso' (Orso d'Argento al Festival di Berlino del 1956); 'Tikoyo e il suo pescecane' (Premio Unesco per la Cultura del 1961); 'Oceano' (Premio Speciale Festival di Taormina del 1971 e Premio David di Donatello 1972); 'Fratello Mare' (Primo Premio al Festival Internazionale del Cinema Marino, Cartaghena, 1974) e 'Cacciatori di Navi', 1991 (Premio Umbria Fiction, 1992).

Ricca anche la sua produzione letteraria, dai saggi 'Mala Kebir' del 1955 e 'Mille fuochi' del 1964 fino ai romanzi 'Cacciatori di Navi' del 1985 tradotto negli Stati Uniti, 'Cielo Verde' del 1997, nella classifica dei più venduti in Italia e 'Naufraghi' (1998). Nel 1999 con il romanzo 'Alta Profondità' inizia il sequel composto da 'L’Abisso' di Hatutu (2001), 'Mare Rosso' (2002), 'I Serpenti di Melqart' (2003), 'La Fenice del Bajkal' (2005).

Viaggiatore instancabile, Quilici ha lavorato anche come divulgatore televisivo: dal 1971 al 1989 ha diretto e curato la rubrica 'Geo' di Rai3 e ha collaborato anche con Sky. Per le trasmissioni sul canale MarcoPolo è stato dichiarato 'personaggio dell’anno' nel 2006.

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