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Il Premio Campiello è di scena al Toulà di Cortina

CULTURA
Il Premio Campiello è di scena al Toulà di Cortina

L’appuntamento è fissato per sabato prossimo al Toulà, nome che ha fatto la storia della ristorazione italiana nel mondo, che incontra - nell’ambito del festival internazionale 'Una Montagna di Libri' che si tiene a Cortina d’Ampezzo - i finalisti della 56/a edizione del Premio Campiello. Una serata 'gourmande' tra cibo e parole, che si tiene nella suggestiva cornice dello storico 'fienile' tempio della tradizione enogastronomica ampezzana.

Sulla terrazza con vista mozzafiato del Toulà, la cinquina finalista del Campiello, composta da Ermanno Cavazzoni, Helena Janeczek, Davide Orecchio, Rosella Postorino e Francesco Targhetta, e il mondo confindustriale Veneto, guidato dal presidente di Confindustria Veneto, Matteo Zoppas, si incontrano in una serata all’insegna della migliore tradizione enogastronomica del territorio.

“Cortina è per me un luogo del cuore - ha dichiarato Zoppas - e, in quanto presidente della Fondazione Il Campiello, è un onore per me portare l’eredità del Campiello in un luogo così significativo. Il Premio è un progetto culturale unico, che celebra l’amore per l’arte e la cultura, e la centralità delle imprese nella loro promozione. Siamo davvero felici di essere, con i nostri 5 finalisti, ospiti al Toulà, uno dei luoghi più prestigiosi di questa città, che ha fatto la storia della ristorazione italiana nel mondo".

"Siamo orgogliosi di ospitare questa serata e di associare Toulà a una Montagna di Libri, due nomi - afferma Giuseppe Marucci, ad Dynamin Holding - che sono dei simboli e caratterizzano la località ampezzana. Toulà è uno degli appuntamenti fissi dei frequentatori di questa magnifica località. Da qui sono passati intellettuali, nomi illustri dello sport, dello spettacolo e del mondo imprenditoriale nazionale e internazionale".

"A tal proposito ci onora la presenza dei più autorevoli membri di Confindustria Veneto, artefice di uno dei più importanti premi letterari italiani. Cibo e letteratura - prosegue Marucci – sono un binomio imprescindibile, del resto basti pensare a quanto il cibo sia presente nei più importanti capolavori recenti e non della letteratura italiana e mondiale".

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