Dal pitone agli altri: quando l'animale che non ti aspetti è vicino di casa (in città)

Roma, 24 Mar. (Ign) - Il gufo reale è tornato a Roma, con esemplari avvistati tra i ruderi delle Terme di Caracalla. Negli scorsi giorni, poi, una capra è stata sorpresa a passeggiare, aspettando la metro, in una stazione della Linea A, sempre nella Capitale (VIDEO). E per restare nella città eterna ci sono le foto dei maiali che ripuliscono i cassonetti della spazzatura, in zona Boccea. Roma a parte, spostandosi lungo lo Stivale, nella mappa non mancano città che attraggono sempre di più visitatori del mondo animale: da Milano a Palermo, i centri urbani fanno i conti con vere e proprie invasioni di specie finora sconosciute ai cittadini.

A spingere questo flusso migratorio, concorrono tanti fattori. Il clima, divenuto tropicale, che favorisce la scelta di cambio residenza. E poi il cibo, abbondante e a basso prezzo (così si spiega l'arrivo in città di migliaia di gabbiani reali, per esempio, che rinunciano alla pesca in mare e si tuffano in picchiata sui cassonetti dei rifiuti, o al massimo nei fiumi come l'Arno e il Tevere). E poi ancora l'acqua, sempre disponibile presso fontane e fontanelle. E la mancanza di pesticidi e trappole, che i contadini usano in campagna e di certo non sono presenti nelle vie cittadine.

I cinghiali ormai la fanno da padroni in Abruzzo. Gli ungulati sono di casa a San Vito Chietino, con avvistamenti quotidiani sulle piste ciclabili, ma anche in città e perfino in spiaggia. Non si contano i danni all'agricoltura, ma questo è un problema che non è la novità. Piuttosto come spiegare ai turisti quando si trovano davanti famiglie di cinghiali ad abbeverarsi nella piscina di un hotel, come avvenuto sempre nel chietino?

Cinghiali con il pass anche in Liguria. Dove negli scorsi mesi la polizia provinciale è scesa in campo, armata, per fermare l'invasione nel genovese, al Righi, Castelletto, Oregina, Manin e Lagaccio. Sono stati posizionati gabbioni per la cattura vicino ai palazzi, ai posteggi, ai giardini pubblici ormai presi d'assalto da questi animali, che possono raggiungere facilmente i 100 kg.

Un po' dappertutto gli animali stanno entrando nelle città. In alcuni casi è lo stesso uomo che li porta. Come quando ci si inizia a prendera cura di un animale di una specie esotica, che poi -divenuto adulto e ingestibile- viene abbandonata nelle ville, o nelle fontane delle città. In questo caso, dal pappagallo brasiliano, ormai ospite fisso degli alberi dei parchi delle principali città italiane, arriviamo a incontrare -speriamo di no- pitoni e altre bestie che nella carta d'identità hanno luoghi di nascita distanti migliaia di km. E anche qui assistiamo al fenomeno di specie che una volta importate, si moltiplicano nel nuovo habitat.

E' il caso per esempio della grossa tartaruga-alligatore, rinvenuta negli scorsi mesi sulle sponde dell’Arno. Originaria degli USA centro-meridionali, questa specie, potenzialmente pericolosa per l'uomo per via dei suoi potenti e velocissimi morsi che possono amputare senza sforzo le dita di una mano, sembra aver trovato un habitat congeniale nelle acque del fiume toscano, probabilmente perché molto simile a quello originario delle paludi del Mississippi. (VIDEO).

In tema di rettili, tornando nella capitale, negli scorsi mesi è stato catturato un pitone reale da 1,5 mt, a spasso per le vie della periferia. Non mancano poi le pantere. Da quella nera, inseguita vanamente a Roma negli scorsi anni a quelle palermitane e maremmane, immortalate da video che impazzano sul web. (Video da YouFocusTv)

Secondo un recente rapporto Eurispes più della metà delle famiglie del Belpaese (il 55,3%), ha in casa uno o più animali, con una leggera prevalenza del cane (55,6%) sul gatto (49,7%). Ma il prossimo censimento, se i dati continueranno a crescere, dovrà tenere conto anche di quegli animali che per ora restano fuori dalla porta di casa, ma che sempre più stabilmente si stanno urbanizzando.