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Concordia, Galletti dice no all'ipotesi turca: "Il relitto va smantellato in Italia"

CRONACA
Concordia, Galletti dice no all'ipotesi turca: Il relitto va smantellato in Italia

Roma, 17 apr. (Adnkronos/Ign) - Per lo smaltimento della Concordia sono in campo due soluzioni, una italiana e una turca. Per il momento la Turchia ha presentato l'offerta più conveniente: "40 milioni di dollari". Lo ha detto il capo della Protezione civile Franco Gabrielli in audizione alla Commissione Ambiente della Camera sulla rimozione del relitto dall'isola del Giglio.

Ma un secco no all'ipotesi turca è arrivato dal ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. "La Concordia va smantellata in Italia. Il nostro Paese ha subito tutte le conseguenze di questa tragedia: le vittime, i danni all'ambiente, le ricadute economiche e il grave danno d'immagine. E' giusto che oggi l'Italia possa avere nuove opportunità di lavoro e, più in generale, per l'economia legata allo smantellamento della nave''.

Nel corso della sua relazione, Gabrielli ha spiegato che il porto di ''Palermo si è reso non più disponibile'', dunque restano ''Civitavecchia, Piombino e Genova''. Ma, ha sottolineat, da Civitavecchia è arrivata una richiesta ''esorbitante'' e ''fuori mercato'': circa 200 mln. Piombino e Genova ''sono nel mezzo'', anche se ''Piombino non ha il bacino'' adeguato.

Per Gabrielli "la portualità è una delle questioni più critiche del Paese: da 25 anni non smantelliamo navi. Oggi ci scandalizziamo dell'ipotesi Turchia ma è lì che mandiamo le nostre navi militari".

La partita dello smaltimento della nave, ha spiegato Gabrielli, riguarda sostanzialmente gli assicuratori. ''Ho chiesto che entro fine mese si presentino per sottoporre all'attenzione del ministro dell'Ambiente e della regione Toscana una soluzione e una corposa documentazione che illustri rischi e problematiche di entrambe le soluzioni''.

"D'accordo con il ministro Galletti" Corrado Clini, direttore generale del ministero dell'Ambiente ed ex ministro. Per lo smantellamento della Concordia "serve una soluzione italiana", ha detto all'Adnkronos. In generale, sottolinea Clini, "ritengo che non sia affatto un segnale positivo, dopo tutto quello che è avvenuto e tutto il clamore suscitato dalla vicenda, far vedere al mondo che l'Italia non è capace di gestire questo relitto. Mi auguro, dunque, prevalgono indirizzi e regole europee".

AMBIENTALISTI. ''Basta con il triste balletto dei porti cui abbiamo assistito nell'ultimo anno. Auspichiamo che la soluzione individuata per lo smaltimento della Concordia sia un porto italiano idoneo e che questo drammatico incidente rappresenti l'occasione per dotare il nostro paese delle infrastrutture e del processo produttivo necessari allo smaltimento delle navi e mettere così fine alla prassi vergognosa di mandare i relitti dove i costi di mano d'opera e le normative sulla sicurezza sono inesistenti'', commentano invece le associazioni Legambiente, Greenpeace, Wwf Italia.

''Chiediamo al governo - proseguono le tre associazioni ambientaliste - di indirizzare Costa nella giusta direzione, affinché la società opti per la soluzione più idonea. Il principio di questa scelta non può essere unicamente la convenienza economica, bensì quello del minor impatto ambientale''.Infine, concludono Legambiente, Greenpeace, Wwf Italia, "ribadiamo che la vicenda Costa Concordia non si chiude con la rimozione del relitto, ma con il ripristino dello stato dei luoghi".

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