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Animali che passione! Tra cibo e cure, un amore che costa da 30 a 300 euro al mese

23 maggio 2014 | 18.30
LETTURA: 4 minuti

Metà di coloro che hanno un ‘amico non umano’ (il 52%) spende in media meno di un euro al giorno, uno su tre arriva fino a 50 euro mensili con gli altri che oscillano tra i 100 e i 300 euro. Tra coccole e vizi, ecco i negozi extra lusso per fido e micio (VIDEO). Il cimitero degli amici a due e quattro zampe, tra pappagalli, piccioni e anche una leonessa: compagni di vita e non solo (VIDEO)

(Infophoto)
(Infophoto)

Un amore che richiede tempo ma anche denaro. E’ quello che lega uomini e animali. Gli amici a due e quattro zampe costano infatti agli italiani da 30 euro al mese (spesi, in media, dalla metà dei proprietari di animali domestici per cibo, igiene e salute) fino ai 300 euro sborsati da una piccola minoranza che non bada a spese per i propri cuccioli.

A fare i conti è stata l’Eurispes che, nel Rapporto Italia 2014 pubblicato nei primi mesi di quest’anno, si è avvalsa anche dei dati di un sondaggio effettuato in collaborazione con la Federazione nazionale veterinari (Fnovi).

Spesa media - Per quanto riguarda i costi, il 52% degli italiani che ha un animale spende in media meno di 30 euro al mese, il 32,8% fino a 50 euro mensili, mentre la percentuale rimanente spende tra i 100 e i 300 euro. Una spesa che, tra coccole e vizi, aumenta soprattutto per chi decidere di ricorrere ai negozi extra lusso per fido e micio (VIDEO).

Dal veterinario - Considerando il veterinario, inoltre, la maggior parte dei padroni (il 69,1%) spende per visite e eventuali medicine una cifra contenuta entro i 100 euro all’anno. Circa un quinto (18,8%) spende dai 101 ai 200 euro, mentre si assottiglia la quota di quanti mettono mano al portafogli in maniera più consistente: il 6,7% spende dai 201 ai 300 euro e il 2,6% oltre 300 euro all’anno.

L’82,8% dei veterinari riscontra spesso una cura adeguata degli animali. Ma la crisi colpisce anche questo settore: la larga maggioranza del campione riferisce che i proprietari di animali hanno ridotto le spese veterinarie, per il 52,1% abbastanza e per il 34,7% addirittura molto. Solo il 12,9% parla di una lieve riduzione.

Interventi chirurgici - Secondo i veterinari, a subire più tagli sono state le cure e gli interventi chirurgici costosi (49,3%) e i controlli medici periodici (48%); solo il 2,7% parla dei medicinali.

Altra conferma della difficoltà della situazione del Paese arriva dal fatto che per quasi la metà dei veterinari (48,2%) sono aumentati negli ultimi anni i clienti che chiedono aiuto per affidare ad altri i propri animali, non riuscendo a sostenere le spese per mantenerli. Un veterinario su 4 (25,7%) ha notato un aumento degli abbandoni rispetto a qualche anno fa.

Microchip e maltrattamenti - Alla maggioranza dei veterinari (1,4% spesso, 22,5% qualche volta e 51,7% raramente) è capitato di curare animali maltrattati, mentre a quasi tutti è capitato di visitare cani privi di microchip o non iscritti all’anagrafe canina. Infine, il 40,1% dei veterinari afferma che, nel 2013, sono aumentate le richieste di eutanasia a seguito di diagnosi di malattia cronica o non curabile.

E nei casi di ‘addio’, il legame può comunque restare vivo grazie ai tanti cimiteri degli animali sparsi in tutta Italia. Tra cui quello di Roma, dove riposano in pace cani, gatti, pappagalli, piccioni e perfino una leonessa (VIDEO).

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