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Armi chimiche siriane, a Gioia Tauro la nave statunitense Cape Ray

CRONACA
Armi chimiche siriane, a Gioia Tauro la nave statunitense Cape Ray

La nave statunitense Cape Ray

È nel porto di Gioia Tauro la nave statunitense Cape Ray che mercoledì, dopo l'arrivo della nave Ark Futura e il trasbordo delle armi, dovrà occuparsi della distruzione delle armi chimiche siriane.

Si è intanto insediato il centro di monitoraggio permanente coordinato dal prefetto di Reggio Calabria Claudio Sammartino per verificare le operazioni di trasbordo delle armi chimiche. Il prefetto ha dato il benvenuto ai componenti. "Il dispositivo di prevenzione di difesa civile e ordine pubblico è già attivo", ha detto. Sammartino ha spiegato che "il centro di monitoraggio e controllo continuerà i lavori" mercoledì mattina "alle 7.30, la sala operativa della prefettura continuerà le proprie attività h24". Dell'organismo fanno parte il commissario straordinario del Comune di Gioia Tauro, i sindaci di Rosarno e San Ferdinando, i vertici delle forze dell'ordine provinciali, la vicepresidente della Regione Calabria, il presidente della Provincia di Reggio Calabria e altri rappresentanti istituzionali.

Parteciperanno anche gli esperti dell'Arpacal e dell'Ispra, oltre che esponenti del ministero degli Esteri e della Marina Militare.

Il sindaco di San Ferdinando, Domenico Madaffari, entrando in prefettura a Reggio Calabria, ha dichiarato: "Anche se sono stato sempre contrario a queste operazioni darò il massimo supporto che mi deriva dall'essere sindaco, fermo restando tutte le riserve dal punto di vista politico". "È stata - ha ribadito il primo cittadino della Piana - una decisione imposta dall'alto senza il rispetto della volontà della popolazione. Malgrado abbia fatto ancora richiesta, non so che tipo di sostanze verranno trasbordate".

L'operazione del trasbordo delle armi chimiche siriane ''risponde a tutti i trattati internazionali e sarà un'operazione di routine sul fronte della sicurezza'', dice intanto il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti. ''Sarò sul posto - ha spiegato - per tranquillizzare la popolazione e per testimoniare l'attenzione del governo''. ''Il trasbordo sarà effettuato in meno di 48 ore'', ha assicurato ancora Galletti.

Allarme ambiente - "Sepolte nel mare della Calabria ci sono già troppe navi dei veleni. In questo caso specifico poi, il cargo in arrivo nel porto di Gioia Tauro è coperto da segreti militari che ci impediscono di sapere con precisione cosa contiene e quindi l'eventuale pericolo per ambiente o popolazione. Se, come riporta la stampa, ci sono gas letali come il sarin, è necessario mettere in campo tutte le precauzioni per evitare il rischio di dispersione. Le autorità devono alzare il velo di segretezza e dirci cosa c'è nella nave". Ad affermarlo all'Adnkronos Salute è Ferdinando Laghi, vice presidente dell'Associazione medici per l'Ambiente - Isde Italia e direttore Unità operativa di Medicina interna dell'ospedale di Castrovillari (Cosenza). "Le uniche informazioni arrivate alla popolazione e a noi medici - prosegue Laghi - sono quelle uscite sulla stampa. Non sappiamo, ad esempio, se chi segue le procedure di trasferimento nel porto ha la qualifica e l'esperienza adeguate per farlo e per non correre rischi. Inoltre, la segretezza sul carico ci preclude di conoscere la tipologia di sostanze tossiche e il loro quantitativo. In questa situazione - osserva - è anche difficile valutare i rischi per la popolazione. Ma soprattutto contribuire a predisporre interventi d'emergenza".

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