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Carceri: Sdr Cagliari, malato a rischio vita detenuto in centro terapeutico Buoncammino

CRONACA

Un detenuto nepalese, apolide, affetto da una rara forma di talassemia, ristretto nel Centro Diagnostico Terapeutico del carcere di Buoncammino a Cagliari, ''è a rischio vita. E' urgente il suo trasferimento in una struttura ospedaliera per detenuti in grado di monitorare costantemente la gravissima anemia e intervenire opportunamente''. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione cagliaritana ''Socialismo Diritti Riforme'', spiegando che ''si tratta di un cittadino disabile in regime di alta sicurezza con diverse problematiche sanitarie non facilmente gestibili in un centro diagnostico come quello cagliaritano ormai peraltro in dismissione''.

''L'uomo, A.R., 40 anni, utilizza una carrozzina non potendo reggersi sulle proprie gambe. E' inoltre celiaco e affetto dalla sindrome di Asperger, una malattia che ne condiziona i comportamenti sociali generando gravi problemi di piantonamento e monitoraggio. Un quadro sconfortante - evidenzia la presidente di Sdr - che richiede un sollecito intervento da parte del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. In Italia esistono strutture ospedaliere idonee ad affrontare con strumenti adeguati problematiche sanitarie complesse. Tra gli altri il ''Sandro Pertini'' di Roma, il ''San Paolo'' di Milano o l'ospedale ''Belcolle'' di Viterbo. Il trasferimento in una struttura attrezzata della Penisola consentirebbe anche di soddisfare l'esigenza di avvicinare il detenuto ai familiari che vivono in Liguria e alla madre con la quale mantiene costanti rapporti''.

''A.R. inoltre non ha concluso il suo iter giudiziario e per presenziare ai processi deve essere accompagnato, oltre che dalla scorta, da medici e infermieri con l'ambulanza. Un viaggio che dalla Sardegna comporta un consistente dispendio di persone e denaro. Il detenuto - spiega Caligaris -, peraltro, dopo un lungo periodo trascorso a Buoncammino, era stato trasferito nell'Istituto Penitenziario di Milano Opera ma per volontà del DAP, all'inizio dello scorso mese di giugno, ha fatto ritorno nella Casa Circondariale di Cagliari. Da subito forti perplessità erano state espresse dal coordinatore sanitario del Cdt Antonio Piras. Adesso però la situazione sta peggiorando - conclude Caligaris - ed è necessario intervenire con sollecitudine''.

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