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Milano, cariche e scontri per lo sgombero dei centri sociali al Corvetto

CRONACA
Milano, cariche e scontri per lo sgombero dei centri sociali al Corvetto

Sgombero, da parte delle forze di polizia, del centro sociale 'Corvaccio squat' e dello spazio 'Rosa Nera' di via Ravenna, al Corvetto. Due cariche della polizia, lacrimogeni e due ragazzi fermati è il bilancio dell'operazione. Gli agenti hanno lanciato inoltre lacrimogeni contro un centinaio di manifestanti che a loro volta hanno lanciato pietre e rovesciato e incendiato cassonetti.

All'arrivo dei poliziotti alcuni occupanti sono saliti sul tetto della 'Rosa Nera', occupata illegalmente da tre ragazzi italiani intenzionati a non abbandonare la loro posizione. Decine di uomini di polizia, finanza e carabinieri, tutti in assetto antisommossa, sono schierati all'incrocio tra via del Cinquecento e via Ravenna, periferia sud di Milano, a duecento metri dal mercato di via Ferrara.

I manifestanti accusano le forze dell'ordine di aver colpito una ragazza.

"Basta sgomberi" è lo slogan più ripetuto dai manifestanti che bloccano via dei Cinquecento, all'altezza della Casa di riposo per coniugi. Tra loro persone che non superano i 40 anni, di nazionalità italiana e straniera. Molto i giovani, che rivendicano la possibilità di poter occupare una casa in assenza di possibilità economiche che gli permettano di affittarne una. "Ho pagato 200 euro per un bilocale", dice una ragazza che vive nel quartiere, "non so chi sia stato ad aprirla ma ci aiutano ad avere quello che non avevamo", sostiene la giovane.

Uno striscione riporta le scritte '200 sgomberi - 200 barricate. Diffondiamo solidarietà. Aler, racket, razzisti, polizia fuori dai quartieri'.

"Dove sono quelli del comitato anti sgombero del quartiere San Siro?". La domanda se la pone Marco, 27 anni, accorso dal quartiere del Giambellino in solidarietà con la protesta. E racconta di avere parenti e amici che abitano in case occupate, un problema diffuso in molte delle periferie del capoluogo lombardo, tra cui il quartiere Giambellino e San Siro. Ed è ai comitati anti sgombero che animano il quartiere dello stadio Meazza che è rivolta la domanda di Marco, che dichiara: "Io di fare questa guerra da solo non ci sto. Ieri abbiamo fatto una riunione al Giambellino per capire come far crescere un comitato e per unire quelli della città. Non basta chiamare due o tre persone da altri quartieri, dobbiamo far vedere che non siamo soli". Un signore del quartiere, di 68 anni, chiama invece in causa il sindaco di Milano: "Quando Pisapia è stato eletto - ricorda - è venuto qui due volte e gli abbiamo fatto vedere le mansarde dell'Aler, l'Agenzia lombarda per l'edilizia residenziale ,in via dei Cinquecento. Dopo dieci anni sono ancora vuote, le case ci sono - conclude l'uomo - ma se non le assegnano non possono poi lamentarsi che le occupino".

"Andremo fino in fondo e saremo inflessibili nel far rispettare le leggi. Chi occupa una casa senza averne diritto non può avere utenze, questa legge va rispettata. In quelle case deve tornarci chi ne ha diritto in base alle graduatorie", afferma il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. "I sindaci però devono fare il loro dovere - rimarca il ministro - devono aiutarci a trovare degli alloggi per chi viene sgomberato. Il comune di Milano", in questo caso, "deve pensare all'accoglienza mentre il ministero dell'Interno realizza gli sgomberi". La sicurezza nelle città "rimane una priorità" del ministero dell'Interno, assicura Alfano, per questo "presenterò al governo una legge che insieme ai comuni rappresenterà la legge più innovativa sulla sicurezza delle città. L'obiettivo è quello di rendere sicure non solo le periferie ma anche i centri urbani. Basta con la carità molesta, basta con il degrado dei centri urbani, basta con i venditori abusivi".

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