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Carceri: Sappe, detenuto suicida nel penitenziario di Como

Italiano, 60 anni, si è impiccato con un laccio alla finestra del bagno della sua cella

CRONACA

Ancora un suicidio in carcere di un detenuto, il secondo nello spazio di due giorni, dopo quello di ieri a Fossombrone. "E’ accaduto questa mattina a Como e protagonista è stato un detenuto italiano di 60 anni, ristretto per omicidio, che si è impiccato con un laccio artigianale alla finestra del bagno della sua cella presso l’infermeria del carcere", riferisce Donato Capece, segretario generale del Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria.

"L’ennesimo suicidio di un altro detenuto in carcere dimostra come i problemi sociali e umani permangono nei penitenziari, al di là del calo delle presenze - osserva Capece - Si pensi che questo è il terzo suicidio di un detenuto a Como in soli due mesi: gli altri due erano avvenuti a metà e fine ottobre. Negli ultimi 20 anni, le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 17.000 tentati suicidi e impedito che quasi 125.000 atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze".

Accusa il Sappe: "La situazione nelle carceri resta allarmante. Altro che emergenza superata! Per fortuna delle istituzioni, gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio in carcere con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, pur in un contesto assai complicato per il ripetersi di eventi critici. Ma devono assumersi provvedimenti concreti: non si può lasciare solamente al sacrificio e alla professionalità delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria la gestione quotidiana delle costanti criticità del Paese".

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