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Roma: ridusse fidanzata in fin di vita, Falcioni condannato a 20 anni

19 dicembre 2014 | 14.55
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E' stato condannato a vent'anni di reclusione Maurizio Falcioni che il 5 febbraio scorso in una casa sul litorale romano ridusse in stato vegetativo la fidanzata Chiara Insidioso Monda di 19 anni colpendola con calci e pugni. La sentenza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari Giacomo Ebner al termine del processo con rito abbreviato. Le accuse contestate erano quelle di tentativo di omicidio e maltrattamenti.

Roma: ridusse fidanzata in fin di vita, Falcioni condannato a 20 anni

E' stato condannato a vent'anni di reclusione Maurizio Falcioni che il 5 febbraio scorso ridusse in stato vegetativo la fidanzata Chiara Insidioso Monda di 19 anni colpendola con calci e pugni. La sentenza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari Giacomo Ebner al termine del processo con rito abbreviato. Le accuse contestate erano quelle di tentativo di omicidio e maltrattamenti.

Il giudice Ebner, oltre che alla pena detentiva, ha condannato Falcioni all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, all'interdizione legale per la durata della pena, contestandogli a anche l'aggravante della continuazione per essere stato più volte responsabile di maltrattamenti nei riguardi della ragazza. La lettura della sentenza è stata accompagnata da un fragoroso battimani da parte di una folla di persone che da stamattina erano in attesa della decisione. Tra i presenti anche Maurizio Insidioso padre di Chiara il quale ha avuto soltanto al forza di dire: "Così è stata ripagata la fiducia che ho avuto dalla giustizia... Ora non posso pensare ad altro se non a mia figlia".

Ad aggravare la posizione processuale di Falcioni era stata anche la perizia disposta dal giudice sulle condizioni psichiche dell'aggressore. Una perizia che ha concluso con la piena capacità di intendere e di volere dell'imputato al momento del fatto e con la dichiarazione che Falcioni poteva stare utilmente anche in giudizio. A sollecitare la condanna a vent'anni di reclusione era stato in mattinata il pubblico ministero Elena Neri che aveva sottolineato "la volontà di uccidere" manifestata in questo episodio da Falcioni, già protagonista di identiche aggressioni a Chiara con la quale conviveva.

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