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"Cultura dell'incontro", padre Lombardi 'legge' l'anno di papa Francesco

Padre Lombardi, impostazione religiosa e diplomatica, spirituale e politica

CRONACA
Cultura dell'incontro, padre Lombardi 'legge' l'anno di papa Francesco

Papa Francesco (Infophoto)

"Cultura dell'incontro": è questo il termine che secondo padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano, riassume questo anno di pontificato di Papa Francesco. Un atteggiamento, quello dell'incontro, valido come impostazione sia religiosa che diplomatica, sia spirituale che politica, a contrassegnare il pensiero e l'azione di Jorge Mario Bergoglio, all'interno come all'esterno della Chiesa cattolica e del Vaticano.

"Le parole che usa Papa Francesco e che colpiscono sono moltissime, quindi se ne potrebbero scegliere tante - premette padre Lombardi nel tracciare il bilancio di un anno di pontificato per Radio Vaticana, di cui è direttore - Una che con il tempo credo di comprendere sempre meglio e di vederne sempre più il significato cruciale è quella della cultura dell’incontro. Papa Francesco ha proprio un atteggiamento, un modo di rapportarsi agli altri, come persona che incontra persone e che mette in gioco profondamente la sua vita e il suo essere e che cerca che l’altro, il suo interlocutore, metta in gioco se stesso". Ciò consente di "incontrarsi profondamente e mettere in cammino iniziative di dialogo che magari erano rimaste bloccate, con un rapporto che era ad un livello più superficiale o formale".

Un modo di essere e di agire che sta creando nuove e forti aspettative anche sul piano del dialogo interreligioso, in particolare con il mondo musulmano. "Il Papa è molto consapevole della situazione dell’Islam nel mondo moderno e cerca di trovare le vie per un rapporto costruttivo, anche nel dialogo in quanto questo sia possibile, condannando tutti gli eccessi dell’uso violento della fede religiosa", osserva padre Lombardi, citando i viaggi apostolici di Francesco in Terra Santa, in Albania, in Turchia.

Impostazione confermata anche durante i lavori del Sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia, che padre Lombardi non esita a definire "una grande impresa pastorale, molto coraggiosa", in quanto "il Papa ha messo sul tavolo temi anche difficili, anche delicati: ma era qualcosa di cui c'era veramente bisogno", sottolinea.

Il portavoce del Vaticano esprime l'auspicio che "Papa Francesco che riesca a condurre la Chiesa verso una riflessione sui temi veramente fondamentali che riguardano la famiglia, senza rimanere magari distratti da temi che, per quanto importanti, sono però di carattere marginale oppure possono prestarsi a polemiche, senza cogliere quali sono i punti fondamentali, perché più importanti per tutti, della tematica familiare e del vivere come cristiani questa dimensione fondamentale della vita". Altro elemento fortemente presente nel pontificato di Bergoglio, con la famiglia, è quello dei poveri, dei sofferenti, delle persone che abitano le periferie esistenziali dell'umanità; nonchè dei cristiani perseguitati in varie parti del mondo, Medio Oriente in testa.

"Il Papa fin dall’inizio ci ha detto che voleva ricordarsi di tutte le persone che soffrono; quest'anno - ricorda padre Lombardi - abbiamo questa situazione assolutamente drammatica nel Medio Oriente, con tante persone cristiani e non solo che sono dovute fuggire, abbandonare le loro case e vivere con estrema sofferenza la condizione di rifugiati, quando non sono rimaste vittime di violenza diretta".

Venendo ai temi più interni della Chiesa, il portavoce del Vaticano sottolinea come "il Papa abbia messo in moto un progetto di riforma della Curia Romana, che però va inteso bene, perché è semplicemente una parte di un progetto di rinnovamento della Chiesa molto più ampio, quello della Chiesa in uscita, missionaria, tutta impegnata sulla evangelizzazione, di cui poi anche la Curia Romana è una servitrice, uno strumento per aiutare la Chiesa nella sua missione".

Il lavoro di riflessione in vista di questa riforma "anche di carattere organizzativo" della Curia continua, "con una sua regolarità, con i suoi tempi che sono naturalmente tempi abbastanza lunghi, di riflessione e di consultazione. Ma quello che mi sembra molto importante notare - sottolinea padre Lombardi - è che per il Papa il cuore di ogni riforma è interiore: le riforme partono dal cuore".

Parlando poi della canonizzazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II e della beatificazione di Paolo VI, padre Lombardi osserva che "il denominatore comune di questi grandi eventi è l’attualità del Concilio Vaticano II, che è stato al centro della vita e del ministero di questi tre Papi: Giovanni XXIII lo ha convocato, Paolo VI lo ha concluso e Giovanni Paolo II ha dedicato il suo sconfinato pontificato alla sua attuazione. Queste tre figure, a parte il valore della loro testimonianza cristiana e umana, sono collegate al rinnovamento della Chiesa nel nostro tempo e al suo dialogo con la cultura contemporanea, secondo lo spirito del Concilio Vaticano II.

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