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Immigrati: Comunità islamica di Bologna, morti sono su coscienza di tutti

"basta politiche tampone, serve piano strutturale ma Italia non può farcela da sola"

CRONACA

Le oltre 700 persone morte nell'ultimo naufragio davanti alle coste della Sicilia "sono sulla coscienza di tutti noi, al di là della nostra etnia, corrente, colore politico o religione, non solo in Italia ma in tutta Europa". Così il coordinatore della Comunità islamica di Bologna (Cib) Yassine Lafram commenta con l'ADNKRONOS l'ultima ecatombe di immigrati avvenuta nel Mediteraneo. Una tragedia che "ancora una volta mi ha scioccato" ha aggiunto Lafram, sottolineando che le vittime "hanno la sola colpa di sperare in un mondo migliore, essendo persone che fuggono da guerra, fame, siccità e persecuzioni e che vedono l'Europa come terra dei diritti e della libertà".

Un fenomeno che "l'Italia non può affrontare da sola", ma soprattutto, precisa Lafram, "l'Italia deve dotarsi di un piano strutturale per le politiche di immigrazione e integrazione, perché non si può andare avanti così, con la politica tampone". Dal canto suo "l'Europa dovrebbe creare degli uffici sulle coste del Nord Africa - aggiunge Lafram - per il primo smistamento delle domande di asilo, per capire se i richiedenti ne hanno o meno diritto". Insomma, una politica attiva già nei luoghi di partenza, prima che inizi la traversata.

"A quanti dicono che bisogna sparare contro i barconi, affondarli o respingerli - sottolinea il coordinatore del Cib - replico dicendo che noi siamo grati alla Marina Militare, alla protezione civile, la croce rossa e le autorità italiane che con Mare Nostrum hanno salvato migliaia di persone. "C'è una parte di persone che vorrebbe più morte e mettere la testa sotto la sabbia così come c'è la tendenza a parlare di immigrazione solo quando ci sono le tragedie in mare o a strumentalizzare alcune questioni" prosegue il numero uno del Cib, rimarcando che a suo avviso contro i migranti "c'è una sorta di demonizzazione e questo è molto grave perché non stiamo parlando di creature aliene, ma di nostri fratelli".

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