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25 aprile, studenti 'partigiani': uno su due disposto a morire per la libertà

Skuola.net, a minacciarla soprattutto il controllo dell'informazione per 24%

CRONACA
25 aprile, studenti 'partigiani': uno su due disposto a morire per la libertà

(Infophoto)

I ragazzi combatterebbero e morirebbero pur di non rinunciare alla libertà. E' quanto emerga da un sondaggio svolto da Skuola.net che, in occasione della premiazione al Quirinale degli studenti vincitori del concorso sulla Resistenza da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha interrogato i ragazzi sul senso del 25 Aprile e, più in generale, della libertà. I dati sembrano essere confortanti. Su un campione di circa 1500 studenti tra gli 11 e i 21 anni, 1 su 2 non solo sarebbe disposto a combattere, ma persino a morire pur di non rinunciare alla sua libertà.

A minacciarla più di tutto sarebbe il controllo dell'informazione per il 24% dei ragazzi, anche se sono in tanti a sentirsi messi in pericolo dalla minaccia del terrorismo (22%). In ogni caso non potrebbero proprio sentirsi liberi senza sapersi uguali di fronte alla legge, o almeno così dice il 31% di loro. Il senso del 25 Aprile, Festa della Liberazione, è vissuto in maniera molto forte, tanto che il 76% afferma che è importantissimo ricordarlo e celebrarlo ogni anno. Evidentemente la scuola ha giocato un ruolo importante nel trasmettere l'importanza della Festa e infatti oltre il 60% degli studenti afferma che almeno una volta i loro prof si sono fermati a parlarne. Questo anche se molti pensano che non riesca davvero a educare cittadini liberi (74%).

Mettiamo che il nostro Paese sia minacciato da una qualche forza nemica, cosa farebbero i nostri giovani? Il 54% non ci pensa due volte: sarebbe disposto a combattere e morire pur di non rinunciare alla libertà. Una percentuale in realtà composta da un 30% che lotterebbe per il solo ideale di libertà e un altro 24% che combatterebbe solo se ci fosse una minaccia di pericolo reale per se' e per i suoi familiari o amici. Non manca chi, molto meno patriottico, risponde che non sarebbe disposto a dare la vita per questo ideale o tanto meno per il suo Paese (17%), ne chi non sa cosa rispondere (29%).

A giocare un ruolo importante nella risposta è l’origine dei ragazzi. Infatti, tra chi sarebbe disposto a morire solo se fosse minacciato direttamente c'è un numero alto di italiani, mentre tra chi invece non sa cosa rispondere alla domanda c'è una forte percentuale di non italiani nati all'estero.

Ma c'è qualcosa da cui si sentono minacciati i ragazzi? Sì, e su tutti è la paura del controllo dell'informazione. Evidentemente i fatti di Charlie Hebdo che hanno messo a rischio la libertà di espressione hanno influenzato in questo senso il 24% degli studenti che ha risposto così e forse anche il 22% che ha paura di una minaccia terroristica, anche se solo il 3% vede si vede realmente minacciato da una possibile guerra.

Esiste comunque un 12% di studenti che invece vede la propria libertà messa a repentaglio dalla corruzione, seguito da un 7% che dà questo ruolo agli interessi finanziari mondiali e da un altro 7% per cui la minaccia vera è rappresentata dalla malavita organizzata. I precari equilibri internazionali mettono a rischio la libertà per il 6% degli studenti, mentre per una stessa percentuale a farlo è una distribuzione ingiusta del denaro.

Un Paese è libero quando si preservano delle libertà che non possono assolutamente essere toccate. La prima fra tutte per il 33% dei ragazzi è il sentirsi uguali di fronte alla legge. La libertà d'espressione e la legalità sono assolutamente importanti per il 18% e il 16% degli studenti, mentre a ritenere intoccabile la cultura e l'informazione è il 10%. Avere una Costituzione è imprescindibile per uno Stato libero solo per il 5% dei ragazzi, e in egual percentuale lo è la tolleranza.

Preservare la libertà di culto è fondamentale solo per il 3%, mentre non si dà la benché minima importanza al voto. A farlo è solo l'1% degli intervistati. Anche in questo caso l'origine dei ragazzi ha avuto un ruolo nelle loro risposte: tra chi ha dato molto peso alla legalità c'è una buona percentuale di italiani, mentre tra chi lo ha dato all'assistenza sanitaria e alla libertà di culto ci sono molti non italiani nati in Italia.

In ogni caso il 25 Aprile è ancora un Festa degna di essere ricordata e celebrata per il 93% degli intervistati, anche se questa percentuale è composta da un 76% che dà vera importanza all'evento e un altro 17% per cui invece il 25 Aprile è degno di essere celebrato solo perchè è un'opportunità di vacanza dalla scuola. Solo per l'8% la Festa della Liberazione non ha più senso, anche se fra chi ha risposto in questo modo c'è una buona percentuale di non italiani nati all'estero.

Un ruolo fondamentale nella costruzione dell'ideale di libertà e di importanza data alla Festa della Liberazione ce l'ha la scuola: il 61% degli studenti afferma che i loro professori si sono fermati almeno una volta a parlarne con loro. In ogni caso il 21% crede gli insegnati debbano dare maggior spazio all'insegnamento della Resistenza e a quello di tutta la storia del '900.

Addirittura, il 31% crede che si debba studiare dando maggior spazio alle testimonianze e recandosi nei luoghi della Resistenza e un 27% ritiene si debba farlo grazie al supporto di film e documentari. Solo per il 9% si dovrebbe dare meno spazio a questa parte della storia in favore dell'attualità, anche se, pure in questo caso, chi ha riposto in questo modo è un buon numero di non italiani nati in Italia.

Peccato che, in ogni caso, i ragazzi che pensano che la scuola non riesca a educare cittadini liberi sono comunque parecchi, il 74%. Questa percentuale è composta da un 45% che ritiene che i professori siano troppo attaccati ai programmi per fermarsi a farlo e un altro 29% di chi pensa che potrebbero fare di più. C'è invece un 13% di ragazzi che raccontano come i professori li educhino a diventare cittadini liberi attraverso ore di lezione dedicate e una stessa percentuale di chi afferma che i suoi insegnanti lo facciano facendo studiare loro il passato.

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