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Profughi a Roma nord, i residenti bloccano la Braccianese: auto a singhiozzo e code

CRONACA
Profughi a Roma nord, i residenti bloccano la Braccianese: auto a singhiozzo e code/Foto

Braccianese bloccata contro il centro profughi a Roma nord

Non si fermano i residenti di Casale San Nicola, zona di Roma Nord, che questa mattina hanno invaso la via Braccianese con striscioni e cartelli, bloccando le auto a singhiozzo per circa un'ora e mezza, contro l'ipotesi che un centinaio di profughi siano ospitati nell'ex scuola Socrate, riconvertita in un centro per richiedenti asilo, in un comprensorio, spiegano, che conta solo 250 famiglie (FOTO).

Intorno alle 7 un folto gruppo di cittadini, che da giorni sono riuniti in presidio, ha invaso la via Braccianese e un membro del comitato con un megafono ha spiegato le ragioni della protesta agli automobilisti in fila. "Siamo qui per farvi sapere che un centinaio di profughi stanno per arrivare in questo comprensorio. Verranno ospitati in una struttura non idonea, non a norma. Noi temiamo per la nostra sicurezza. La decisione di utilizzare questa ex scuola è piovuta dal cielo, non ne sapevamo nulla, nessuno ci ha informato. Vogliamo solo farvi sapere cosa sta succedendo e vorremmo farvi sapere anche cosa stanno facendo con i nostri soldi".

'Sicurezza prima di tutto', No alla tratta degli schiavi' , 'No al business dei profughi', 'Legalità, trasparenza e sicurezza', sono alcuni degli striscioni con cui i residenti di Casale San Nicola hanno invaso la strada, lasciando passare le auto a singhiozzo. Una lunga fila di auto si è venuta a creare su entrambe le carreggiate: tanti gli automobilisti che hanno espresso solidarietà alla protesta, ma non sono mancati anche quelli arrabbiati e innervositi dal disagio. La protesta, assolutamente pacifica, si è protratta per circa un'ora e mezza senza incidenti.

"Ora ci dobbiamo riunire e discutere per mettere in campo altre, nuove forme di protesta sempre pacifica - riferisce uno dei residenti all'Adnkronos - Stiamo preparando altre iniziative per far sentire sempre più forte e incisiva la nostra voce. Chiediamo spiegazioni e chiediamo soprattutto sicurezza e legalità. Non ci fermeremo, come non si fermano i lavori di ristrutturazione e adeguamento all'ex scuola".

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