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Rom dà un pugno a un vigile, i figli affidati ai servizi sociali. Ospol: "A Roma 250 aggressioni l'anno"

CRONACA
Rom dà un pugno a un vigile, i figli affidati ai servizi sociali. Ospol: A Roma 250 aggressioni l'anno

(Infophoto)

Sono stati affidati a una struttura protetta dei servizi sociali i figli del 24enne che ha aggredito ieri pomeriggio un vigile durante alcuni controlli nel campo Rom di via di Salone, a Roma. Il padre è ancora ricercato dai vigili. I due figli, rispettivamente di due mesi e tre anni, sono stati trovati dalla polizia locale di Roma Capitale abbandonati a se stessi all'interno di un modulo abitativo del campo. Ieri sera dopo l'aggressione i vigili sono entrati in un container del campo e hanno trovato i due bambini da soli. Il neonato era avvolto in una coperta sporca. Poco dopo si è presentata una donna che ha dichiarato di essere la madre ma per lo stato in cui erano tenuti i due bambini i vigili hanno avviato l'affidamento ai servizi sociali. Il vigile aggredito è stato medicato e dimesso con una prognosi di cinque giorni per il pugno subito.

"Negli ultimi tre anni abbiamo avuto una media di 250 aggressioni l'anno verso il personale della polizia locale a Roma - dice all'Adnkronos Stefano Lulli, segretario romano dell'Ospol - Se a via di Salone invece di essere presenti due persone ce ne fossero state quattro o sei sarebbe stato diverso". Lulli precisa che alcuni di questi episodi "sono legati anche a lacune organizzative da parte della dirigenza e al fatto che non è più possibile garantire la sicurezza cittadina con un organico ridotto all'osso". "Su Roma siamo 5.950 persone a fronte degli 8.450 che dovremmo essere", aggiunge Lulli. "E' stata una continua progressione fino ad arrivare a questa situazione e al momento siamo ancora in attesa dell'esito del concorso del 2011 - aggiunge - Per questo in vista anche del Giubileo noi stiamo chiedendo di velocizzare le procedure".

"Si allenta la coperta e rimangono sguarniti i gruppi periferici", dice Lulli che poi annuncia: "Sto scrivendo una lettera al sindaco, al prefetto e al comandante generale a cui chiediamo la convocazione d'urgenza del tavolo sulla polizia locale". Anche in merito ai servizi di accoglienza ai minori migranti, il personale non è dotato di strumenti neanche per prevenire eventuali contagi da malattie infettive - racconta - il sindaco emette l'ordinanza e segnala che dovremmo operare con le mascherine Mp3 e invece noi operiamo con le mascherine Mp1, che sono quelle che si usano per proteggersi dalla polveri sottili. Il comando dovrebbe preoccuparsi di farci avere la dotazione adeguata quando dispone questi servizi".

"Insomma il sindaco emette le ordinanze per la salute pubblica e poi non vengono rispettate le dotazioni individuali per poter porre in sicurezza l'operatore, mancano gli strumenti di autotutela, manca la formazione, non viene fatta nemmeno la sorveglianza sanitaria sul personale, è una situazione che non è più tollerabile - aggiunge - Se entro pochi giorni non viene convocato il tavolo dichiareremo lo stato di agitazione". "I servizi nei campi nomadi, i minori, il contrasto all'abusivismo sono obiettivi politici dell'amministrazione ma senza un numero congruo di uomini non è possibile fare questo tipo di servizi - spiega - andiamo a scoprire Tor Bella Monaca, Laurentino 38, dove il cittadino rimane abbandonato a se stesso. Se a via di Salone invece di essere presenti due persone ce ne fossero state quattro o sei sarebbe diverso. E poi queste sono tipologie di servizi che non sono di nostra competenza ma sono attività di ordine pubblico".

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