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Arrestato Gaspare Como, cognato di Messina Denaro

Operazione della D.I.A. di Trapani

CRONACA
Arrestato Gaspare Como, cognato di Messina Denaro

La Sezione Operativa della D.I.A. di Trapani ha dato esecuzione all’Ordinanza di Custodia Cautelare degli arresti domiciliari, con contestuale apposizione di dispositivi elettronici, nei confronti di Gaspare Como, 45enne, commerciante di Castelvetrano (TP), già sorvegliato speciale e cognato boss latitante Matteo Messina Denaro.

Nell'operazione sono stati sequestrati (ex art.321 c.p.p.) un’azienda commerciale di vendita al dettaglio di abbigliamento ed un immobile ad uso abitativo, ubicato nella contrada Triscina del Comune di Castelvetrano. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal G.I.P del Tribunale di Marsala Vito Sladino, su richiesta della Procura della Repubblica di Marsala, che ha condiviso le risultanze della D.I.A., per l’ipotesi di reato di trasferimento fraudolento di beni, di cui all’art. 12 quinquies del D.L. 8 giugno 1992, n. 306.

Como, sposato con Bice Maria Messina Denaro, sorella del boss latitante, avrebbe avviato e gestito occultamente due esercizi commerciali per la vendita al dettaglio di abbigliamento siti a Castelvetrano ed a Marsala (TP), attribuendone, fittiziamente, la titolarità a compiacenti prestanomi, che risultano indagati a piede libero, nell’ambito del medesimo procedimento penale.

Ancora, nel corso delle indagini si è accertato che l'uomo avrebbe acquistato un immobile ad uso abitativo, di recente costruzione, sito a Triscina, nota località balneare, facendone risultare fittiziamente proprietari alcuni imprenditori castelvetranesi, anch’essi indagati, allo scopo di eludere la normativa in materia di misure di prevenzione.

Infatti, nei confronti dell’interessato, già nel 2012, la Procura della Repubblica di Marsala, su indagini della D.I.A., aveva sottoposto a sequestro altri beni, tra cui immobili ed autoveicoli lussuosi, per le medesime ipotesi di intestazione fittizia. Di recente, il Comune di Castelvetrano ha revocato a Como, su indicazione della D.I.A., una licenza commerciale per vendita al dettaglio di abbigliamento, ottenuta in mancanza dei requisiti previsti dalla Legge. Il valore dei beni sottoposti a sequestro ammonta a circa 200mila euro.

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