Mafia Capitale diventa un brand, ecco il videogame e il marchio della moda

Il nome originale dell'inchiesta è "Mondo di mezzo", la zona grigia dove colletti bianchi e malavita si fondono in un abbraccio inestricabile: il non-luogo evocato da Massimo Carminati in un'intercettazione entrata di diritto nell'antologia della storia criminale recente di questo Paese.

L'operazione coordinata dal pm Giuseppe Pignatone che ha terremotato la politica romana si è guadagnata presto però il titolo di "Mafia Capitale". Una sigla breve e ad effetto, subito adottata dai mezzi di informazione per raccontare lo scandalo dell'anno. E che ora sta per diventare anche un brand commerciale.

Tra sviluppatori di software e imprenditori nel ramo dell'abbigliamento, infatti, c'è chi ha già subito il "fascino" del nome "Mafia Capitale" e ora tenta di lanciare sul mercato prodotti ispirati all'inchiesta condotta dalla Procura romana. Sul sito del ministero dello Sviluppo Economico risulta depositato un marchio di abbigliamento, mentre scorrendo la lista delle app per smartphone ci si può imbattere in "MafiaCapitale", gioco creato dall'azienda romana Sinergie Attive srl e scaricabile a 0,99 centesimi. "L'abbiamo creato in una settimana ed è online da pochi giorni", dice all'Adnkronos Massimiliano Di Lullo, lo sviluppatore del videogame.

"L'app non è solo una goliardata - spiega Di Lullo - ma anche una manifestazione di disagio sociale nei confronti delle tristi vicende che stanno interessando la Capitale". L'applicazione si presenta come un "gioco di fantasia" in stile battaglia navale in cui l'utente può sfidare il proprio iPhone oppure un amico a distanza, e specifica che "ogni riferimento a fatti, persone e luoghi è puramente casuale".

Anche se il nome del gioco e l'obiettivo ("nascondi i soldi destinati ai vari servizi ed opere pubbliche nel quadrante della tua città e scopri dove si nascondono quelli del tuo avversario prima di lui") non possono non ricordare l'inchiesta di Pignatone.

In copertina, comunque, non appaiono Buzzi e Carminati, ma i tre gaglioffi della banda Bassotti con abiti gialli e rossi (i colori della città di Roma), appena camuffati per non incorrere in problemi di copyright con la Disney.

Risale invece allo scorso 4 febbraio, due mesi dopo la maxiretata, la richiesta inoltrata all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Mise da tale Andrea Ramazzotti per il deposito del logo di "Mafia Capitale": il marchio è composto dalla scritta nera "Mafia Capitale" che si staglia sull'immagine stilizzata del Cupolone su sfondo bianco.

La domanda, che al momento risulta "sospesa", chiede l'iscrizione del logo alla classe 25, relativa agli "articoli di abbigliamento, scarpe e cappelleria".

E, come già capitato in passato con le felpe e le t-shirt ispirate ai personaggi di Romanzo Criminale, non è escluso che in futuro anche il marchio di Mafia Capitale possa dare vita ad una curiosa moda. Stavolta senza nemmeno passare dal "mondo di mezzo" della fiction.