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All'asta la collezione di Giulio Andreotti 'Calendario dello Stato Pontificio 1870'

CRONACA
All'asta la collezione di Giulio Andreotti 'Calendario dello Stato Pontificio 1870'

All'asta la collezione “Calendario dello Stato Pontificio 1870” di Giulio Andreotti, scomparso nel maggio del 2013. Si tratta di lettere dal 1 gennaio 1870 al 31 dicembre 1870, comprendente le date che portarono alla liberazione di Roma e del “Patrimonio di San Pietro”. Un insieme di grande importanza storico-postale, pazientemente raccolto in oltre quarant’anni. La collezione compone il lotto n. 949, con base d’asta da 40.000 euro. Sarà battuta alla Casa d’Aste Ferrario di Milano, specializzata in Filatelia e Storia Postale, in un'Asta Pubblica presso l’Hotel De La Ville, sabato 26 e domenica 27 settembre, dove verranno posti in vendita 3.267 lotti per un totale di basi di partenza di oltre 2.000.000 di euro.

Filippo Ferrario, presidente di Ferrario Aste, racconta qualche aneddoto relativo a questa collezione: ”Questa collezione fu esposta al pubblico solo due volte, la prima volta parzialmente, durante la mostra degli Antichi Stati Italiani a Montecitorio nel 1999, la seconda integralmente durante l’esposizione filatelica Romafil nel 2012 al Palazzo dei Congressi, ed è costituita da 364 lettere, una per ogni giorno del 1870 (mancano solo tre date ininfluenti, mentre due sono ripetute, compresa una del 20 settembre) e partirà da una base di 40.000 euro con una stima che si aggira attorno ai 100.000 euro".

Nella collezione sono presenti due rarissime lettere del 20 settembre 1870, una da Civitavecchia ed una da Albano, si tratta per entrambe dell’ultimo giorno dello Stato Pontificio; due lettere del 14 e 16 settembre 1870, spedite da Ronciglione e da Velletri nei rispettivi giorni di liberazione; storicamente importanti anche due lettere del 8 ottobre e 9 ottobre 1870, che sanciscono l’ultimo giorno della Giunta Provvisoria di Governo e il primo giorno d’annessione al Regno d’Italia.

L'impostazione “a calendario”, del tutto particolare, trae spunto dalla collezione della Regina Elisabetta II che racchiudeva lettere affrancate con i primi francobolli inglesi, giorno per giorno, che il senatore ebbe modo di ammirare durante la Mostra Filatelica di Palermo del 1959, tanto da rimanerne affascinato ed iniziarne una simile per l’ultimo anno dello Stato Pontificio.

La collezione viene proposta all’incanto, integralmente così come fu esposta, nonostante da ciò nasca un mistero tipico “andreottiano” di fronte all’affermazione, fatta durante la trasmissione Porta a Porta del 2003, di averla ceduta "per far fronte alle spese legali sostenute…”.

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