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'Ndrangheta: Generazione Rosarno racconta ultima frontiera lotta alle mafie

Il volume di Serena Uccello, edito da Melampo, presentato al Festival dei beni confiscati

CRONACA
'Ndrangheta: Generazione Rosarno racconta ultima frontiera lotta alle mafie

Serena Uccello, giornalista palermitana.

Le madri calabresi che chiedono aiuto per salvare i propri figli sono donne di 'ndrangheta che vorrebbero, almeno per loro, un altro destino. Proprio come le madri di "Generazione Rosarno", il nuovo libro di Serena Uccello, giornalista palermitana de "Il Sole 24 Ore", edito da Melampo e appena uscito in libreria. Oggi l'autrice è presente con il suo volume al Festival dei beni confiscati a Milano.

"Se una madre chiede l'allontanamento del proprio figlio da casa, dall'ambiente in cui vive, pur di salvarlo, il giudice cosa deve fare? -si interroga la giornalista- E se un ragazzo manifesta il proprio malessere, perché ha conosciuto cosa vuol dire appartenere a una famiglia "criminale", il giudice come deve intervenire? Se quel ragazzo è in pericolo, ma non ne è del tutto consapevole, il magistrato come deve agire? E' giusto insomma allontanare con un'azione del Tribunale questi figli dal contesto di provenienza? E se sì, in che modo, quali sono i rischi?".

"Sono tutti interrogativi di difficile risposta, dei quali con 'Generazione Rosarno', ho cercato di dar conto -spiega l'autrice all'Adnkronos- Parlo di risposte, e non di risposta, perché su questo delicato argomento non esiste una parola definitiva e netta: le posizioni sono molteplici. E' questa, infatti -a mio avviso- la nuova frontiera del contrasto alle mafie".

La prima presentazione del volume si è tenuta proprio a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, il 31 ottobre scorso. Un incontro organizzato al Liceo Piria, voluto dalla preside Maria Rosaria Russo e inserito nel progetto "Libriamoci". Vi hanno partecipato -oltre a centinaia di studenti del liceo- l'autrice, il sostituto procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Stefano Musolino e la cantastorie Francesca Prestìa.

Rosarno è un luogo ben reale e, allo stesso tempo, simbolico, che diventa alla fine "un emblema di tutto il Sud, come Napoli, come Palermo- spiega ancora l'autrice- in questa parte di Calabria, che i clan più potenti considerano un loro regno incontrastato c'è una scuola superiore dove vengono abbattuti antichi e nuovi pregiudizi e privilegi, dove non esistono figli di boss, di collaboratori o di testimoni di giustizia".

"Sono solo ragazzi e ragazze, che si ritrovano ogni mattina tutti uguali, senza dover sopportare il peso di storie personali. In questa speciale scuola-fortino tutti i giorni i figli delle vittime condividono tempo, energia, progetti, presente, e soprattutto futuro, con i figli degli assassini". Una scuola vera e una scuola di vita.

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