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Auto e zaini sospetti, raffica di falsi allarmi a Milano

CRONACA
Auto e zaini sospetti, raffica di falsi allarmi a Milano

(Afp)

Zaini abbandonati, volti sospetti, auto segnalate. L'elenco di chiamate al 112 si allunga e Milano, in una domenica soleggiata, mischia paura e tranquillità dopo gli attacchi terroristici della scorsa settimana a Parigi. La presenza delle forze dell'ordine è più massiccia in centro, i controlli sono aumentati nei luoghi sensibili, così come le segnalazioni continuano senza sosta. Ancora presto per il bilancio odierno, una quindicina gli interventi solo ieri, iniziati in mattinata per gli uomini della Polizia di Stato in via Volturno e in via Monte Verdi.

Centro o periferie non c'è differenza: la psicosi coinvolge tutti, senza distinzione di sesso o di età. Ieri, pochi minuti prima delle 12, uno zaino e un sacco appoggiati a un muro lungo via Santa Sofia hanno fatto scattare l'allarme ma a reclamare quegli oggetti sospetti è arrivato un senzatetto. Neanche un'ora dopo la paura è arrivata in via Zanella con una borsa lasciata su un'auto Seat. E' piena di cose da cestinare, nulla di più.

Alle 14, invece, l'attenzione è catturata in via della Moscova da un'auto sospetta, la targa non lascia dubbi: è di un'agenzia di investigazione privata. In via Monreale, invece, chi scappa davanti allo sguardo di alcuni militari dell'Esercito è solo un uomo senza fissa dimora in cerca di cibo tra i cestini.

La paura si nasconde anche nei volti. Tanti i milanesi che hanno chiamato per segnalare arabi sospetti. Sempre ieri pomeriggio, in corso Buenos Aires, una persona ha telefonato per segnalare un arabo che gettava un borsello in un cestino. Intervento nullo: niente tracce del presunto sospetto, né del borsello buttato. E' un borsone militare lasciato davanti alla stazione di Porta Genova ad allungare la lista delle telefonate alle forze dell'ordine.

E ancora: una borsa 24 ore in piazza Duca d'Aosta vicino a una banca, una valigia in via Induno hanno portato a nuovi controlli; tutti senza danni. In via Buonarroti, una persona ha chiamato per un arabo con un pacco giallo tra le mani. Si scoprirà essere un fotografo professionista, non un potenziale terrorista. Erano le 19.30 invece quando un uomo è stato avvicinato in piazzale Cadorna, a pochi passi dalla stazione, da un uomo che dice di avere lo zaino carico di bombe; presunto kamikaze che si allontana a bordo del tram 19. Il controllo immediato al mezzo Atm non ha permesso di rintracciare l'uomo; la descrizione coincideva con quella di un passeggero ubriaco già sceso dal tram.

Ma c'è anche chi non sa distinguere un allarme da una barzelletta. Un uomo ha chiamato la polizia dopo aver ricevuto un sms sul rischio di un attentato in Italia. I poliziotti sono stati costretti a spiegargli la freddura inviata da un amico di cui non aveva registrato il numero. Alle 22.20, infine, in via Cola di Rienzo, l'allarme è arrivato per un'auto parcheggiata di fronte all'oratorio ebraico. Anche in questo caso l'allarme è rientrato.

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