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Si trasforma in personaggio di videogame e gioca con armi vere, denunciato 40enne

CRONACA
Si trasforma in personaggio di videogame e gioca con armi vere, denunciato 40enne

BRESCIA 16/09/2007 PRIMO GIORNO DI CACCIA STAGIONE VENATORIA 2007/08 FOTO SPADA/INFOPHOTO

Cercava luoghi scenograficamente adatti per farsi ritrarre impersonando i personaggi del videogame preferito, 'Resident Evil', in cui paramilitari vanno a caccia di zombie, per foto da pubblicare poi sui social network. E' quanto è accaduto ieri a Como, in via Oldelli dove, in prossimità di un edificio abbandonato e della linea di confine, un pattuglia della polizia di Frontiera ha notato due auto in sosta con accanto tre uomini che apparivano nervosi alla vista della polizia.

Gli agenti hanno trovato all'interno di una delle auto, una Mercedes targata Ticino, abbigliamento militare e hanno ispezionato il veicolo dove, nel baule c'erano due coltelli a lama seghettata lunga 18 centimetri, tre proiettili e una carabina Mosin-Nagant risalente alla prima guerra mondiale. Nella disponibilità degli altri due soggetti i militari hanno notato apparecchiatura fotografica e varie tute mimetiche, trucchi, corpetti e maschere da zombie. La carabina e i proiettili erano inoffensivi in quanto disattivati e bloccati. Gli uomini hanno quindi spiegato di trovarsi lì solo alla ricerca di luoghi scenograficamente adatti per farsi ritrarre in foto impersonando i personaggi del loro videogame preferito, 'Resident Evil', in cui paramilitari vanno a caccia di zombie, foto da pubblicare poi sui social network.

La polizia ha quindi accompagnato il proprietario della Mercedes, un informatico di 40 anni cittadino italiano ma residente vicino Lugano, denunciandolo per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere ed armi da guerra e ha sequestrato tutto. Sono in corso accertamenti per verificare l'effettiva inoffensività dei proiettili e della carabina, per la quale tra l'altro non aveva alcuna autorizzazione all'importazione dalla Svizzera. A carico degli altri due uomini, anch'essi informatici di 36 e 46 anni residenti a Como, non sono stati adottati provvedimenti.

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