Mafia capitale, Alemanno rinviato a giudizio. "Ho la coscienza pulita e sono sereno"

Processo il 23 marzo prossimo davanti alla II sezione del Tribunale Penale di Roma per l'ex sindaco Gianni Alemanno, rinviato a giudizio per corruzione e finanziamento illecito. La decisione è del gup Nicola Di Grazie.

Ad Alemanno, nell'ambito dell'inchiesta su mafia capitale, si contesta di aver ricevuto illecitamente 125mila euro in parte attraverso la Fondazione Nuova Italia "per compiere atti contrari ai suoi doveri di ufficio". A versare il denaro fu Salvatore Buzzi, in accordo con Massimo Carminati (entrambi sotto processo nel procedimento su mafia capitale in corso a Rebibbia).

A recapitare le somme, secondo il procuratore dirigente Giuseppe Pignatone e i pm Paolo Ielo, Giuseppe Cascini e Luca Tescaroli, fu l'ex amministratore delegato di Ama, Franco Panzironi, anch'egli ora imputato nel processo a mafia capitale. Panzironi, attraverso la Fondazione Nuova Italia, avrebbe consegnato ad Alemanno 75mila euro, ufficialmente a titolo di rimborso spese per cene elettorali, 40mila euro per finanziamenti alla Fondazione e 10mila euro destinati all'ex sindaco. Questi ultimi consegnati nell'ottobre 2014.

"Non ho chiesto riti alternativi proprio per dimostrare pubblicamente la mia innocenza - dichiara in una nota Gianni Alemanno - Ho la coscienza pulita e per questo non ho nulla da patteggiare. Affronto quindi il rinvio a giudizio con animo sereno perché sono fiducioso nell'operato della Magistratura e convinto che al dibattimento sarà accertata e provata l'assoluta correttezza del mio operato".