Papa: "Cristiani perseguitati spesso nel silenzio vergognoso di tanti"

"Preghiamo per i cristiani che sono perseguitati, spesso con il silenzio vergognoso di tanti". Così papa Francesco in un tweet diffuso dall'account @Pontifex nel giorno di Santo Stefano, primo martire della cristianità.

"E' tanto brutto vivere nel rancore, ogni giorno abbiamo occasione di allenarci a perdonare, per vivere questo gesto per vivere questo gesto tanto alto che avvicina l'uomo a Dio. Come il nostro Padre celeste, diventiamo anche noi misericordiosi, perché attraverso il perdono vinciamo il male con il bene, trasformiamo l'odio in amore e rendiamo così più pulito il mondo", ha detto papa Francesco davanti alla folla che ha riempito Piazza San Pietro nel giorno di Santo Stefano.

"Sono tantissimi quelli che subiscono persecuzioni in nome della fede", ha ricordato il Pontefice. "I nostri tanti martiri di oggi orientino la nostra preghiera a ricevere e donare il perdono", ha infine detto Bergoglio. Che si è congedato salutando i tanti pellegrini accorsi ad ascoltare il Santo Padre. "Buona festa di Santo Stefano e per favore non dimenticate di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!", ha salutato.

Ieri, prima della benedizione Urbi et Orbi, Bergoglio dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro ha detto: "Dove nasce Dio, nasce la speranza. Lui porta la speranza. Dove nasce Dio, nasce la pace. E dove nasce la pace, non c’è più posto per l’odio e per la guerra". Come riferisce Radio Vaticana, il Pontefice ha ricordato i popoli che soffrono a causa dei conflitti ed ha rivolto un pensiero speciale ai migranti che fuggono dai propri Paesi alla ricerca di un futuro dignitoso.

"Eppure proprio là dove è venuto al mondo il Figlio di Dio fatto carne, continuano tensioni e violenze e la pace rimane un dono da invocare e da costruire - ha sottolineato Francesco -. Possano Israeliani e Palestinesi riprendere un dialogo diretto e giungere ad un’intesa che permetta ai due Popoli di convivere in armonia, superando un conflitto che li ha lungamente contrapposti, con gravi ripercussioni sull’intera Regione".

Bergoglio ha poi chiesto che "l’intesa raggiunta" all’Onu "riesca quanto prima a far tacere il fragore delle armi in Siria e a rimediare alla gravissima situazione umanitaria della popolazione stremata". È altrettanto "urgente" secondo Francesco che "l’accordo sulla Libia trovi il sostegno di tutti, affinché si superino le gravi divisioni e violenze che affliggono il Paese". E si appella alla comunità internazionale per fare in modo che cessino "le atrocità che, sia in quei Paesi come pure in Iraq, Yemen e nell’Africa subsahariana, tuttora mietono numerose vittime, causano immani sofferenze e non risparmiano neppure il patrimonio storico e culturale di interi popoli".

"Il mio pensiero - ha continuato papa Francesco - va pure a quanti sono stati colpiti da efferate azioni terroristiche, particolarmente nelle recenti stragi avvenute sui cieli d’Egitto, a Beirut, Parigi, Bamako e Tunisi. Ai nostri fratelli, perseguitati in tante parti del mondo a causa della fede, il Bambino Gesù doni consolazione e forza. Sono i nostri martiri di oggi".

Che sia pace e concordia anche per i popoli della Repubblica Democratica del Congo, del Burundi e del Sud Sudan affinché, "mediante il dialogo, si rafforzi l’impegno comune per l’edificazione di società civili animate da un sincero spirito di riconciliazione e di comprensione reciproca", ha detto Bergoglio. Che auspica pace anche per l’Ucraina e che il Natale possa illuminare gli sforzi del popolo colombiano.

"Dove nasce Dio, nasce la speranza; e dove nasce la speranza, le persone ritrovano la dignità - ha detto ancora Bergoglio -. Eppure, ancora oggi schiere di uomini e donne sono private della loro dignità umana e, come il Bambino Gesù, soffrono il freddo, la povertà e il rifiuto degli uomini. Giunga oggi la nostra vicinanza ai più indifesi, soprattutto ai bambini soldato, alle donne che subiscono violenza, alle vittime della tratta delle persone e del narcotraffico".

Francesco ha anche fatto appello perché siano soccorsi e accolti i migranti "con generosità". Ha rivolto un pensiero a quanti non hanno lavoro, e "sono tanti", affinché il Signore ridoni loro "speranza" e a "quanti hanno responsabilità pubbliche in campo politico ed economico affinché si adoperino per perseguire il bene comune e a tutelare la dignità di ogni vita umana".

Ha infine sottolineato che questo Natale si celebra nell’Anno Santo della Misericordia ed ha quindi invitato tutti ad essere misericordiosi con i propri fratelli. "Solo la Misericordia di Dio può liberare l’umanità da tante forme di male, a volte mostruose, che l’egoismo genera in essa. La grazia di Dio può convertire i cuori e aprire vie di uscita da situazioni umanamente insolubili", ha detto Francesco ricordando che nel giorno di Natale la luce disperde le tenebre della paura e "diventa possibile incontrarsi, dialogare, soprattutto riconciliarsi".

Dopo la benedizione Urbi et Orbi, Francesco ha dunque rivolto un saluto ai fedeli in Piazza San Pietro e a quanti si sono collegati attraverso i mezzi di comunicazione: "E’ il Natale dell’Anno Santo della Misericordia, perciò auguro a tutti di poter accogliere nella propria vita la misericordia di Dio, che Gesù Cristo ci ha donato, per essere misericordiosi con i nostri fratelli. Così faremo crescere la pace! Buon Natale!"