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Boom a Milano per il panettone di Giacomo, Ambrogino d'oro 2015

CRONACA
Boom a Milano per il panettone di Giacomo, Ambrogino d'oro 2015

Manager cinesi, svizzeri, imprenditori, attori, politici e vip lo prenotano da anni per le loro tavole di Natale, fine anno ed Epifania. Tipicamente artigianale, a base di burro belga, scorza d'arancia della Sicilia e lievito madre di famiglia, il panettone milanese della pasticcieria da Giacomo, Ambrogino d'oro del 2015, anche quest'anno sta facendo concorrenza ai classici tra cui 'Cova', Sant'Ambreus', 'Cucchi' e 'Marchesi'.

Lo scorso anno la produzione del tipico dolce natalizio meneghino prodotto dalla pasticceria da Giacomo è arrivata a 17 quintali. Ma i dati, ancora non definitivi, per le feste 2015-2016 sembrano già superare la passata produzione. Dagli inizi di dicembre fino a Natale, i panettoni sfornati quest'anno hanno superato quota 20 quintali. Solo nell'ultima settimana ne sono stati sfornati 5 quintali. E la 'stagione' del panettone è tutt'altro che finita.

La boutique del dolce, segnalata da tempo dalle guide dell'Espresso e Michelin, è guidata da Elena e Giulia, pasticcere, nipoti del leggendario novantenne Giacomo. Il locale assomiglia ad una boulangerie parigina: la vetrina e' stata smontata da una vecchia gioielleria genovese, mentre l'arazzo alla parete e il soffitto con decori floreali sono della metà dell'ottocento. All'Adnkronos, Elena e Giulia raccontano, a mò di esempio, che qualche giorno fa, a pranzo al ristorante del nonno, "un gruppo di manager cinesi, dopo aver assaggiato i dolci della pasticceria hanno chiesto dove avrebbero potuto acquistare il panettone degustato a pranzo".

Saputo della pasticceria "i cinesi hanno fatto incetta di tutti i panettoni artigianali in vendita da Giacomo e sfornati il giorno prima" obbligando Elena, Giulia e Davide, a confezionarne la notte stessa per non rimanere sguarniti. Manager, vip, ma non solo. Il tipico dolce milanese è arrivato nei giorni scorsi anche sulle tavole dei 20 monaci dell'Abbazia di Chiaravalle.

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