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Silenzio, preghiera e selfie con i giovani: il Papa visita a sorpresa Greccio

CRONACA
Silenzio, preghiera e selfie con i giovani: il Papa visita a sorpresa Greccio /Video

Papa Francesco. Foto di repertorio (Afp)

Nel primo pomeriggio di oggi, Papa Francesco si è recato in auto, in visita privata, a Greccio, in provincia di Rieti, per visitare il luogo in cui San Francesco istituì il Presepe. Il Pontefice, riferisce la Radio Vaticana, è stato a pranzo con il vescovo locale, mons. Domenico Pompili, ha poi visitato la cappella del Santuario francescano, quindi ha incontrato la comunità francescana locale e ha salutato anche un gruppo di giovani.

"Siamo rimasti davvero senza parole. Un'emozione fortissima, per riprenderci dallo stupore ci sono voluti 5 minuti. Appena abbiamo realizzato che fosse veramente lui, lo abbiamo abbracciato", raccontano all'AdnKronos i frati del Santuario di Greccio sorpresi nel trovarsi a tu per tu con il Pontefice.

"Il Santo Padre ha chiesto soltanto di pregare. Si è recato nella grotta e si è fermato in raccoglimento, ha poi voluto visitare la stanza dove dormiva San Francesco e ha pregato di nuovo". Lo stupore dei frati è tangibile, si sente l'emozione dalle loro voci anche quando raccontano che il Papa "ha voluto scrivere una riflessione nel libro delle firme all'uscita del Santuario".

Questo il messaggio di Bergoglio: "Ringrazio il Signore di questa grazia e gli chiedo di benedire la Chiesa, il vescovo di Rieti, i frati e i fedeli. E di aiutarci tutti a trovare la Stella e trovare il Bambino". Bergoglio non è nuovo ad iniziative a sorpresa e a visite inaspettate. "E' una persona che tiene tanto, per quanto possibile, alla sua normalità, nonostante sappia di essere il nostro Papa", aggiungono i frati.

"Una bellissima sorpresa", anche per Alfredo Silvestri, guardiano del santuario di Greccio, che al Sir racconta di essere stato chiamato all'improvviso da un confratello mentre si trovava nelle vicinanze con alcuni amici.

"Il Pontefice è arrivato al santuario intorno alle 15.20 - dice il guardiano -. Ieri il santuario era pieno, oggi c'erano pochissime persone. Abbiamo aperto il cancelletto del santuario per farlo entrare nella grotta scavata nella roccia in cui San Francesco ha allestito il primo presepio". Quindi Francesco si è raccolto in preghiera silenziosa. "Entrato in chiesa - continua padre Alfredo - il Papa si è fatto il segno della croce e ha baciato, commosso, l’altare sul quale celebriamo tutte le mattine alle 8".

"Il Papa aveva manifestato il desiderio di conoscere meglio Greccio e il luogo da cui il presepe si è diffuso in tutto il mondo grazie a San Francesco - racconta il vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili, ai microfoni di Tv2000 e inBlu Radio -. Così in risposta ad un invito, poco prima di Natale, mi ha detto che sarebbe venuto in forma strettamente riservata proprio perché voleva entrare nel luogo della prima rappresentazione del presepe avvenuta nel 1223".

"Il Papa - ha proseguito mons. Pompili - è arrivato a fine mattinata e mi ha detto che da persona ben educata veniva prima a salutare il vescovo. Poi insieme siamo andati a Greccio" ma "prima di andare al santuario il Papa ha incontrato un gruppo di 150 giovani che stavano facendo un meeting della nostra diocesi: a sorpresa è entrato dal fondo della sala e si è intrattenuto circa 10 minuti parlando a braccio tra gli occhi sgranati dei giovani che mai avrebbero immaginato di averlo a distanza così ravvicinata".

Il Papa ai ragazzi, ha aggiunto mons. Pompili, "ha parlato della stella che esprime la nostra scelta da compiere. Francesco ha inoltre sottolineato che quando manca la stella ci troviamo in una situazione pericolosa perché tutti abbiamo bisogno di una stella da seguire. Poi ha fatto riferimento al bambinello che è il segno dell'umiltà di Dio ma anche una chiara indicazione di marcia verso chi è più piccolo, indifeso ed emarginato. Infine ha anche scattato qualche selfie. Tutto è avvenuto in una dimensione molto familiare. E’ stato un momento molto bello e intenso".

Mons. Pompili ha anche espresso il desiderio di rivedere Francesco a Rieti in una visita ufficiale: "Sappiamo che il Papa nell’anno del Giubileo ha sospeso tutte le visite però nulla vieta di pensare e sognare che possa tornare magari in forma ufficiale nel 2017. Il Papa era accompagnato solo dalla sicurezza perché aveva espresso il desiderio che la visita fosse riservata e io mi sono attenuto alle sue indicazioni".

Infine mons. Pompili ha raccontato un particolare dell’incontro con Francesco: "Abbiamo parlato di San Francesco e cercato di coglierne le tracce in questo territorio. Abbiamo anche parlato della realtà della Diocesi e come sempre il Papa si è mostrato molto vicino e paterno. Mentre parlavamo mi ha chiamato al telefono un sacerdote e non ho potuto rispondere. Il Papa così mi ha detto che 'bisogna richiamarlo in giornata', come a dire non bisogna far attendere i propri collaboratori. Questa è stata un’indicazione molto bella".

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