Sms e whatsapp, distrazioni al volante causano il 16% degli incidenti

Nel mondo digitale e iperconnesso in cui viviamo è quotidiana l'immagine di chi invia sms, chatta su whatsapp, controlla il profilo facebook, si fa un selfie mentre sta al volante. Distrazioni che spesso si pagano care, anche con la vita. "E' la sbornia del Terzo Millennio, un fenomeno in espansione geometrica e che provoca oltre il 16% degli incidenti stradali. Un dato che è solo la punta dell'iceberg, perché allo stato attuale è difficile accertare, per esempio, che un tamponamento violento o una mancata precedenza siano legate all'uso disinvolto dello smartphone alla guida", afferma all'AdnKronos Giordano Biserni, presidente dell'Asaps, Associazione dei Sostenitori e degli Amici della Polizia Stradale, parlando di un fenomeno da 'allarme rosso'.

Dall'utilizzo dei social su smartphone e tablet all'ascolto della musica con le cuffie, "vogliamo fare tutto mentre guidiamo e la situazione è ormai allarmante". Contano, certamente, le campagne informative e una maggiore attenzione al fenomeno, tant'è che le infrazioni accertate per uso di telefono alla guida sono aumentate del 22% (34.807 nel 2015; un anno prima erano 28.521), ma, secondo l'Asaps, serve fare di più di fronte a un dramma che riguarda soprattutto i giovani, "colpisce in egual misura maschi e femmine e si sta rivelando più pericoloso dell'alcol alla guida".

"Il rischio di autoisolamento al volante può costare molto caro. E negli ultimi anni il fenomeno non è stato limitato come si dovrebbe", spiega Biserni ricordando le iniziative degli americani per abbatterlo. Come l'etilometro per chi ha bevuto, così il 'Textalyzer' potrebbe essere utilizzato dalla polizia per controllare il 'tasso telefonico' di chi sta al volante. Se dovesse passare la proposta di legge nello Stato di New York, la nuova tecnologia rivelatrice degli ultimi movimenti sul cellulare potrebbe dimostrarsi uno "strumento importante" per la sicurezza sulle strade.

Con tale dispositivo, ricorda ancora Biserni, in gioco c'è la privacy ma a vantaggio della sicurezza. "La privacy e la sicurezza sono come una saracinesca a doppia mandata: insieme non si possono alzare, quindi se si alza la sicurezza purtroppo si deve abbassare quella della privacy", sottolinea il presidente dell'Asaps precisando che "in Italia siamo ancora lontani" da una soluzione anche a livello legislativo.

Ecco, allora, la proposta dell'Asaps: "Per ogni incidente grave di cui non si conoscono le cause venga automaticamente stabilito un accertamento sulle modalità dell'utilizzo dei cellulari alla guida - sia voce che messaggistica- nei minuti precedenti all'evento".

E "a mali estremi, estremi rimedi: perché non sequestrare il cellulare per un mese se la sanzione di 161 euro e 5 punti in meno sulla patente si rivelasse non sufficiente? La provocazione l'ho lanciata qualche mese fa e ha raccolto insulti e consensi", dice Biserni. Che rimarca: "Di fronte alla drammaticità della situazione, c'è bisogno di un'azione più forte oltre che a maggiori controlli".