Coppia acido, le motivazioni della condanna: "Da Alex nessun pentimento"

Da Alexander Boettcher c'è stata "assenza di qualunque sintomo di pentimento e di rivisitazione critica dei propri comportamenti". È quanto scrivono i giudici del Tribunale di Milano nelle motivazioni della sentenza con la quale, nel marzo scorso, hanno condannato il giovane a 23 anni di reclusione per l'aggressione con acido che ha sfigurato Stefano Savi. Per i giudici, quindi, non è ravvisabile "qualunque positivo elemento a favore dell'imputato. Anzi -scrivono- i fatti si collocano in una posizione apicale sia per la gravità oggettiva delle condotte e per le conseguenze, sia per l'intensità massima dell'elemento soggettivo del dolo". Per questo il Tribunale ritiene "adeguata la pena sui valori massimi".

Nelle motivazioni della sentenza, 250 pagine in tutto, i giudici affrontano anche il legame tra il broker e Martina Levato definendo la loro una "torbida e difficilmente decifrabile relazione sentimentale per quanto di sentimenti si possa parlare". Un rapporto, ricostruisce il Tribunale, basato sul sesso senza nessun coinvolgimento emotivo, ma che nell'arco di un anno registra un "cambio qualitativo" dopo che la ragazza 'confessa' di avere altre relazioni anche occasionali.

Più volte la Levato dichiara, ricordano i giudici, di aver agito per "salvaguardare la relazione con il Boettcher", spiegando di aver gettato l'acido perché "solo gesti eclatanti l'avrebbero riscattata agli occhi dell'uomo". In sentenza, inoltre, i giudici precisano che Stefano Savi è stato aggredito per "errore di persona".