"Chi non si accontenta lotta", è il Roma Pride. Organizzatori: "Siamo 700mila" /Foto - Video

E' il giorno del Roma Pride 2016. I 15 carri allegorici , partiti da piazza della Repubblica, hanno sfilato per le strade della Capitale a suon di musica e bandiere arcobaleno (FOTO). "Siamo 700.000", hanno annunciato, tra l'entusiasmo dei partecipanti, gli organizzatori quando la testa del corteo è arrivata nei pressi di via Labicana. La parata è organizzata da circa una ventina di associazioni e realtà lgbtqi per rivendicare i diritti di tutte e tutti coloro che da anni lottano per il riconoscimento delle proprie differenze.

Tra le migliaia di persone che hanno sfilato sotto lo slogan principale: 'Chi non si accontenta lotta' spuntavano cartelli con su scritto: 'Papa promette ma fa il contrario', 'la mia libertà protegge la tua' 'l'amore tra uguali non è così diverso', 'con amore noi miglioriamo un mondo sovrappopolato'. E poi coroncine e bandiere arcobaleno. Maglie indossate con 'orgoglio gay'. Uomini, donne, ragazzi e bambini, tutti hanno sfilato seguendo la musica a passo di danza: insomma, una festa per i partecipanti.

I grandi classici della dance music l'hanno fatta da padroni durante il Roma Pride: da Taylor Swift a Lady Gaga, da Madonna alla Raffa nazionale (con citazione alla 'Grande bellezza' di Roma). E poi Spice Girls, Heather Parisi, Sabrina Salerno. Lungo le vie del centro della città e dietro i carri c'era una scia di gente danzante vestita con i colori arcobaleno.

Non solo un corteo ma una vera e propria festa itinerante e a cielo aperto come nella migliore tradizione del Gay Pride a Roma da 22 anni a questa parte. Anche i cani, quasi tutti, avevano i collari arcobaleno. La gradinata di una chiesa di Via Merulana dove si era appena celebrato un matrimonio è diventata improvvisamente scenografia per le nozze gay di una coppia di donne: c'era persino l'ironico prete con una croce arcobaleno sulla camicia a celebrare. Un cartello spuntava dal suo zaino: 'io sposo tutti'.

Una "invasione" nella Capitale "per chiedere ancora una volta con forza - ha spiegato Sebastiano Secci, portavoce del coordinamento Roma Pride - ciò che abbiamo sempre chiesto: matrimonio egualitario, riconoscimento dei figli alla nascita, adozioni".

"Roma Pride è comunque tanto altro - ha sottolineato Secci -: non ci accontentiamo del silenzio assordante di uno Stato che permette che i giovani siano ogni giorno costantemente vittime dell'omofobia e che li lascia inermi e ignorati. Noi per tutto questo siamo qui oggi in piazza per urlare con forza che chi non si accontenta lotta".

Asia Argento, madrina del RomaPride 2016, ha dichiarato: "Per me questa parata ha il significato spirituale della lotta per la libertà di amare. Non è una cosa politica, né religiosa: è un diritto della natura che esiste da sempre la libertà di amare. Che siano uomini e donne, uomini e uomini, donne e donne. Non è una questione di classe sociale". "La libertà di amare... Questa è l'unica lotta che voglio insegnare ai miei figli, per questo oggi sono qua", ha aggiunto. E poi ci sono musica, colori e danze. "La musica e le danze sono espressione di gioia, una gioia gay", ha detto.

Al termine della parata che si è conclusa in piazza della Madonna di Loreto, Asia Argento ha detto: "Grazie Romaaaaaa. Mi sento viva: oggi è il giorno più bello della mia vita e non sto esagerando. Qui con me ci sono i miei due figli Anna Lou e Nicola che sono venuti a testimoniare questa gioia, questa libertà della diversità. Siamo tutti uguali, abbiamo tutti il diritto di amare. E' un diritto spirituale, non politico o religioso".

"Da oggi non sarà più lo stesso per me: tutta la mia vita mi sono sentita 'anormale', diversa - ha aggiunto l'attrice e regista -. Sono venuta qua e ci sono centinaia di persone diverse come me. Un regalo. So di non essere più sola e voglio vedere i nostri diritti rispettati". "Non chiediamo niente se non quello che ci è dovuto: amore assoluto per tutti. E allora scambiamoci un bacio. Un gesto di pace", ha detto Asia Argento invitando la piazza a un bacio collettivo tra vicini. E lei ha dato l'esempio baciando i figli Anna Lou e Nicola. "Evviva, grazie Roma", ha concluso.

Il Gay Center nella giornata della sfilata a Roma ha rivolto un invito al premier: "Renzi sposi la prima coppia gay in Italia". "Un fatto simbolico - ha detto Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center - ma anche la rivendicazione di una legge che riguarda tutti gli italiani e non solo le coppie gay. Tutto si può ancora migliorare, soprattutto i diritti dei figli e le adozioni, ma intanto oggi sfiliamo con un diritto in più, la legge approvata sulle unioni civili. Sul nostro carro anche l'invito al prossimo sindaco di Roma a sposarci. Il Campidoglio può essere piazza di festa e di diritti".