"Se confermo duro 'na settimana", supertestimone Mafia Capitale ritratta tutto: smentito dall'audio

Paura. Ritratta tutto Roberto Grilli, testimone chiave dell'accusa nel maxi processo di Mafia capitale. Ma, a sorpresa, un audio della Procura lo smentisce. ''Adesso devo confermare le mie dichiarazioni pe famme sparà, se confermo duro 'na settimana'', dice Grilli nella registrazione fornita dall'accusa.

Dopo il rinvio di una settimana fa con la ricusazione del suo avvocato Alessandro Capograssi, lo 'skipper' romano, che ha dato il via all'inchiesta che ha terremotato Roma, ritratta nell'aula bunker di Rebibbia le sue dichiarazioni, secondo cui Massimo Carminati era coinvolto nell'organizzazione del suo ultimo traffico internazionale di cocaina.

''Disconosco quel che ho detto nel verbale del 17 dicembre 2014 - dice oggi Grilli -. Non è vero che Carminati era collegato alla mia attività di traffico di droga. Sono dichiarazioni orchestrate e organizzate dal mio avvocato per ottenere la protezione, un passaporto per rifarmi una vita. Ho dato retta a quel legale, è una cosa di cui mi vergogno, è lo sbaglio più grande della mia vita''.

Dal primo banco dell'aula i pm Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini lo ascoltano, rileggono le dichiarazioni ''particolareggiate'' in cui Grilli raccontava del coinvolgimento di Carminati nell'organizzazione del suo ultimo traffico di coca ('Ci stanno delle persone', non si dilungò, 'che vorrebbero parlarti, sei disponibile?' Non c'era da chiedere il perché' ) e lo incalzano: 'Lei sta facendo false dichiarazioni per paura?'.

A sorpresa, l'accusa mette a disposizione del Tribunale, presieduto da Rosanna Ianniello, la trascrizione di un audio del 10 giugno 2016: è il giorno in cui Grilli riceve la notifica dell'atto con cui viene chiamato a testimoniare nel processo e in cui manifesta l'intenzione di ritrattare tutto. Secondo il pm Tescaroli il 'supertestimone' oggi ''ha mentito per paura di una ritorsione'' nei suoi confronti e di quelli dei suoi familiari.

Da qui la richiesta, accolta da Tribunale, di acquisire sia le dichiarazioni di Grilli in fase di indagine e sia quelle contenute nella registrazione degli ufficiali di polizia giudiziaria.

''Capitano lei non conosce l'antefatto - dice Grilli, ricevendo la notifica nello studio del suo avvocato - Sono stato trattato in maniera vergognosa dalla giustizia. Ho perso il lavoro, la salute, ho perso tutto dopo mafia capitale. Io avevo chiesto la protezione pe nu' core er rischio. Stò come un poraccio e adesso devo confermare le mie dichiarazioni...pe' famme sparà. (...) Sto vivendo come un pezzente ma sto vivendo. Dopo questa botta data da me che magari è l'ultimo chiodo pe attaccà Carminati perché fino adesso...robetta...io che faccio, poi torno sulla Cassia e gironzolo, duro 'na settimana (...). Se confermo gli danno anche traffico internazionale di cocaina, la botta grossa è la mia. (...) Ma stiamo a scherzà. Reticenza, testimonianza falsa, mi divertirò a dire che tutto quello che ho detto mi è stato detto di dirlo. Mi faccio i miei anni di carcere ma mi tolgo se non altro la soddisfazione. Io lo so di chi stiamo parlando, meglio di lei capitano. Stamo a parlà di Carminati, era meglio che non mi chiamava la Procura. Ci vediamo martedì, ci facciamo due risate''.