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Roma, blitz contro la corruzione: arresti e perquisizioni. Indagato deputato Marotta

CRONACA
Roma, blitz contro la corruzione: arresti e perquisizioni. Indagato deputato Marotta

Blitz anti-corruzione della Guardia di Finanza di Roma. Centinaia di militari, dalle prime ore della mattina, hanno eseguito 24 arresti (12 in carcere e 12 ai domiciliari) e 5 misure interdittive nell'ambito dell'operazione 'Labirinto'. In manette sono finiti tra gli altri due dipendenti infedeli dell'Agenzia delle Entrate di Roma, fa sapere la Guardia di Finanza.

Nell'ambito dell'inchiesta è indagato il deputato Antonio Marotta (Area Popolare). "Sono convinto che riuscirà a dimostrare la propria estraneità", ha detto Angelino Alfano, al suo arrivo alla direzione Ncd.

In carcere è finito invece Raffaele Pizza, "faccendiere" ritenuto "figura centrale" del sistema finito nel mirino della Guardia di finanza. Mentre il fratello, Giuseppe Pizza, ex sottosegretario, è indagato per presunto riciclaggio.

I finanzieri hanno eseguito perquisizioni nei confronti di oltre 50 tra arrestati e indagati finalizzati all'acquisizione di ulteriori elementi utili al prosieguo delle indagini. Interessati oltre cento obiettivi tra la Capitale, il Lazio, la Lombardia, il Veneto, l'Emilia Romagna, la Toscana, le Marche, l'Umbria e la Campania.

Sono stati inoltre sequestrati più di 1,2 milioni di euro tra immobili, conti correnti e quote societarie a carico di indagati, accusati di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, corruzione e riciclaggio, truffa ai danni dello Stato e appropriazione indebita.

"Figura centrale" del sistema, secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, "è un faccendiere capitolino, originario della Calabria, attivo nel settore delle pubbliche relazioni che, forte di 'entrature' politiche e grazie a salde, antiche relazioni con personalità di vertice di enti e società pubbliche, costituiva lo snodo tra il mondo imprenditoriale e quello degli enti pubblici, svolgendo un'incessante e prezzolata opera di 'intermediazione' nell'interesse personale e di imprenditori" interessati ad aggiudicarsi gare pubbliche.

Secondo la Gdf "il faccendiere, sfruttando i legami stabili con la 'politica', si adoperava anche per favorire la nomina, ai vertici di enti e di società pubbliche, di persone a lui vicine, così acquisendo ragioni di credito nei confronti di queste che, riconoscenti, risultavano permeabili alle sue richieste". "Il faccendiere - osserva la Finanza - utilizzava uno studio accanto al Parlamento, in una nota via del centro, per ricevere danaro di illecita provenienza, occultarlo e smistarlo, avvalendosi in un caso anche della collaborazione di un parlamentare in carica di professione avvocato, attualmente indagato, che lo ha attivamente coadiuvato nelle attività di illecita intermediazione".

Le indagini sono partite, riferiscono le Fiamme gialle, "dall'approfondimento di svariate segnalazioni per operazioni sospette nei confronti di un consulente tributario romano e di un labirinto di società a lui riferibili che movimentavano grandi somme di denaro tra i conti correnti personali ed aziendali".

Dalle indagini è emersa "l'operatività di una ramificata struttura imprenditoriale illecita che negli anni oggetto d'indagine ha movimentato oltre dieci milioni di euro giustificati da fatture false a scopo di evasione e per costituire riserve occulte da destinare a finalità illecite, attraverso una galassia di società cartiere, costituite e gestite con il concorso di numerosi indagati". "Per 'ammorbidire' eventuali controlli fiscali e agevolare le pratiche di rimborso delle imposte - ricostruiscono i finanzieri - il consulente si avvaleva anche di due dipendenti infedeli dell'Agenzia delle Entrate di Roma".

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