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Bimbi legati, presi a morsi e chiusi al buio: 2 arresti in un asilo nido di Milano

CRONACA
Bimbi legati, presi a morsi e chiusi al buio: 2 arresti in un asilo nido di Milano /Video

L'ASSESSORE, CARMELA ROZZA INAUGURA LA SCUOLA PER L'INFANZIA DI VIA UGO BETTI 56 (Enrico Brandi ENRRICO BRANDI, Milano MILANO - 2015-09-02) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Sono stati arrestati con l’accusa di aver maltrattato i bambini di un asilo nido nel quartiere Bicocca a Milano. Il titolare e la coordinatrice dell’asilo, rispettivamente di 35 e 34 anni, entrambi incensurati, avrebbero maltrattato alcuni bambini con insulti, schiaffi, spintoni e non solo. Alcuni sarebbero stati anche legati con cinghie alle sedie e rinchiusi in stanzini al buio. In un caso, su un bimbo di 2 anni, è stato accertato in ospedale un morso umano. I carabinieri del comando provinciale di Milano hanno arrestato i due in flagranza di reato (Foto).

Le indagini svolte dai carabinieri della stazione di Greco Milanese hanno accertato che i piccoli ospiti dell'asilo, lattanti dai 2 ai 12 mesi e bimbi fra 1 a 3 anni, erano vittime di insulti, urla, percosse, minacce, imboccamenti forzati e reclusione in uno stanzino buio.

Nell'asilo, secondo gli inquirenti, vigeva un clima di omertà e i due arrestati mentivano ai genitori per giustificare la presenza di lesioni e lividi sui piccoli. In particolare la coordinatrice del centro avrebbe generato un clima di terrore, arrivando a strattonare e schiaffeggiare i bambini, tirare loro le orecchie, legarli con cinghie alle sedie e morderli. Gli inquirenti hanno documentato che la 34enne ha rinchiuso i bambini al buio, dentro lo spogliatoio del personale oppure in bagno, incurante delle loro urla e dei pianti.

I carabinieri monitoravano l'attività condotta nell'asilo da maggio. Non hanno esistato a intervenire quando, 'in diretta', attraverso le telecamere piazzate nell'asilo, hanno assistito alla brutale aggressione della donna su un bimbo di due anni che era nell'area giochi. A un tratto la donna gli chiede di fare dei movimenti ma il piccolo non capisce o non vuole farli. Lei si innervosisce e lo avvicina. Insiste. Gli tira le orecchie e comincia a inveire. I carabinieri capiscono che la situazione sta degenerando e infatti, un istante dopo, le telecamere immortalano la donna che si china sul bimbo e lo morde sul volto. I militari procedono e fermano la donna e il titolare.

Per entrambi sono scattati gli arresti poi convalidati dal gip di Milano che ha deciso per lei la misura dei domiciliari mentre lui è stato sottoposto a una misura interdittiva di 12 mesi: per un anno non potrà più lavorare come titolare di una struttura per bimbi. Il 'morso' è l'utlimo di una serie di episodi, circa 25, documentati dai carabinieri nella struttura aperta in franchising alla Bicocca, periferia est di Milano, un asilo che aveva, al momento degli arresti, in custodia 9 bimbi e che in totale, nell'anno, ne assisteva 14 tra i pochi mesi e i tre anni di età per una retta che si aggirava sulle 700 euro mensili.

Garante Privacy: "Telecamere asili non risolutive per sicurezza minori" - "La tecnologia e le telecamere non risolvono tutti i problemi". Così Antonello Soro, Garante della Privacy, aveva affermato in audizione alla Camera di mercoledì scorso, sulla videosorveglianza negli asili e nei luoghi di cura. "La cronaca - aveva però spiegato Soro - ci ha resi consapevoli del fatto che gli asili nido possono diventare teatro di insopportabili violenze nei confronti di soggetti debolissimi e incapaci di denuncia. E nessuno può sottovalutare il fatto che anche uno solo di questi episodi costituisca motivo di apprensione e di grave allarme sociale. Per questo appare condivisibile la preoccupazione sottesa alle diverse iniziative legislative". Tuttavia, per il Garante della Privacy, "bisogna tener conto di una complessità anche soltanto nella delimitazione degli interessi giuridici da tutelare". Ad esempio, "ancora oggi il controllo a distanza dei lavoratori è vietato. Le varie proposte di legge sancirebbero comunque un mutamento giuridico radicale rispetto al panorama normativo vigente. Finora - ricorda Soro - l'installazione di videocamere è avvenuta su ordine dell'autorità giudiziaria solo a seguito dell'apertura di procedimenti penali per gravi reati in danno di minori, a fini probatori e investigativi, per un tempo limitato e a fronte di un concreto e documentato rischio per l'incolumità dei bambini".

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