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Roma, madre 80enne e figlio disabile al 100% a rischio sgombero: "Raggi ci aiuti"

CRONACA
Roma, madre 80enne e figlio disabile al 100% a rischio sgombero: Raggi ci aiuti

Dalla pagina Facebook di Letizia Piperno

"Sono la figlia della Signora Rina di 80 anni e sorella di Renato disabile al 100% e non autosufficiente, abitante in una delle case con sgombero forzoso perché ritenuti occupanti abusivi! Mia madre ha subito un vero trauma dall'accaduto tanto che dopo le parole di uno degli esecutori, ha minacciato di togliersi la vita! Si può dire a una quasi 80enne che le verrà preso il figlio e portato in un ospedale e lei messa in un centro di assistenza?!''. Così, in un drammatico post su Facebook, Letizia Piperno, terza figlia della signora Rina e sorella di Renato, solo ieri descriveva la situazione in cui si trova la sua famiglia da quando un giorno si è vista piombare i vigili nell'appartamento dove vivono al ghetto, nel centro di Roma.

''Il 28 luglio scorso - racconta Letizia all'Adnkronos - all'improvviso hanno suonato alla porta tante persone, tra loro vigili urbani e assistenti sociali, sono andati da mia madre e le hanno detto di lasciare immediatamente la casa. Mi madre ha tentato di spiegargli che ha 80 anni e che vive in quella casa con il figlio disabile al 100% e loro le hanno risposto che il figlio sarebbe stato messo in un ospedale e lei in un centro di assistenza. A quel punto lei ha minacciato di buttarsi dalla finestra. Nel frattempo io ero appena rientrata a casa dal centro diurno per disabili con mio fratello e lui, probabilmente per il caos, si è sentito male e ha avuto una crisi epilettica. Uno di loro ha iniziato a filmare mio fratello e mia sorella si è arrabbiata molto e lo ha filmato a sua volta. A quel punto si sono fermati e hanno detto che torneranno il 5 settembre e questo ci preoccupa molto''.

"Il I Municipio e il Comune di Roma - spiega Piperno - hanno detto che vogliono rivedere l'iter guardando casi per caso ma noi ancora non abbiamo avuto alcuna rassicurazione. Chiedo alla sindaca Raggi di aiutarci, mia madre ha dedicato quasi tutta la sua vita all'assistenza di mio fratello, la casa è stata strutturata per rispondere ai suoi bisogni, questo quartiere è tutto il suo mondo. Se lo dividono da mia madre, lui rischia di non farcela''.

Alla domanda su come si è arrivati a questo sgombero forzato Piperno racconta: "Sono la terza di 5 figli, mia madre è diventata vedova all'età di 36 anni e appena 4 giorni prima della morte di mio padre ha dato alla luce Renato. Dopo aver ricevuto un avviso di sfratto da una casa a via del Portico D'Ottavia nel 1987 iniziò il percorso per la richiesta di un alloggio popolare, fece il bando ma purtroppo non ricevette alcun riscontro. Nel 2000 al Comune le dissero che c'era una casa disponibile a Santa Maria del Pianto, in uno stabile appena ristrutturato. A quel punto mia madre, per paura di finire in mezzo ad una strada, si rivolse alla Comunità ebraica di Roma per farsi dare un aiuto a sollecitare la consegna dell'appartamento''.

''Nell'aprile del 2000, con una delibera del sindaco dell'epoca, grazie al presidente di allora Sandro Di Castro e al Rabbino Capo Emerito di Roma Elio Toaff che si mobilitarono molto per aiutarci, il Comune diede in anticipo queste case in concessione alla Comunità Ebraica per le famiglie disagiate. Purtroppo non fu stipulato un contratto diretto con mia madre dal Comune, tanto che dovette pagare un affitto superiore rispetto a quello sociale, affitto che è stato sempre pagato regolarmente con grande sacrificio grazie alla sua piccola pensione e a quella d'invalidità di mio fratello''.

''Lo scorso dicembre il Comune di Roma ha detto di non aver dato alcuna concessione alla comunità ebraica e quindi che rivoleva indietro l'immobile. A 80 anni mia madre non ce la fa più a lottare. Spero che la sindaca di Roma possa fare qualcosa per aiutarci''.

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