"'L'Aria che tira' parla male del M5S": boicottaggio dei grillini contro mocio e bastoncini di pesce

Boicottare bastoncini di pesce e spazzoloni per colpire Myrta Merlino e 'L'Aria che tira' dove fa più male, al cuore della pubblicità. E' questa l'iniziativa di un gruppo Facebook di militanti e attivisti del Movimento Cinquestelle, 'opinioni, informazioni, emozioni', che lancia un ammutinamento di massa del Capitano Findus e della 'ciurma del mocio Vileda', rei di sponsorizzare la trasmissione di approfondimento in onda su La7 ogni giorno alle 11. Il motivo? Secondo gli organizzatori della protesta - che si appellano a non ben precisate "oltre 10 milioni di persone" coinvolte nel potenziale boicottaggio - tanto basterebbe a convincere le due aziende a ritirare le rispettive pubblicità nella fascia oraria del programma colpevole secondo la pagina, e insieme alla sua conduttrice, di operare una sistematica e quotidiana disinformazione nei confronti del M5S. Togliendo sponsor e soldi alla trasmissione, in sostanza, gli admin sperano che il programma chiuda.

I toni dell'iniziativa non sono certo dei più concilianti. Dal livoroso "Non si può lavare quello che è sporco dentro. Boicotta Mocio Vileda sponsor di questa lurida trasmissione", passando per "Capitan Fincus (letterale, ndr) te ne fotti di noi italiani ingannati da Myrta Merlino e la sponsorizzi? E noi ci mangiamo i prodotti della concorrenza", ogni slogan sembra infatti non prevedere un accordo pacifico con le aziende incriminate, almeno fino alla resa totale con il ritiro degli spot.

Ma non finisce qui: oltre al boicottaggio nei supermercati, gli agguerriti attivisti hanno anche deciso di contattare le aziende attraverso messaggi privati o sulle bacheche. Findus e Vileda, dal canto loro, sembrano per ora rispondere alle rimostranze con un messaggio studiato ad hoc, firmato dai team delle rispettive aziende: "Ci dispiace - scrive ad esempio la Findus - che tu sia rimasto deluso dall'aver visto andare in onda un nostro spot nel corso di una trasmissione di cui non condividi la linea editoriale", mentre Vileda sottolinea come l'azienda non sponsorizzi il programma ma paghi per la trasmissione di spot in "fasce orarie già stabilite".

Ma cosa ne pensa il famigerato e mitologico 'popolo del web' chiamato a raccolta dal gruppo? Le reazioni sono discordanti: al grande fermento e appoggio dell'iniziativa sulla pagina 'opinioni, informazioni, emozioni' - dove nei commenti si plaude alla rivolta e ci si complimenta per il successo mediatico raggiunto, oltre a condividere e partecipare attivamente in nome del Movimento -, si contrappone infatti lo scherno quasi unanime della pagina e del boicottaggio su Twitter, dove l'hashtag #Findus (e con lui #Vileda) è schizzato al primo posto dei TT, diventando contenitore di battute e fotomontaggi esilaranti. Come andrà a finire la guerra a colpi di surgelati e di spazzoloni ancora non è dato sapere. L'unica certezza è che 'il popolo della rete', intanto, se la ride di gusto.